A tre anni di distanza dalla sua ultima fatica, Happy Family, Gabriele Salvatores torna sul grande schermo con Educazione Siberiana, presentato in anteprima al Courmayeur Noir in Festival lo scorso dicembre. Tratto dall’omonimo romanzo, l’opera prima dello scrittore russo naturalizzato italiano Nicolai Lilin, il nuovo film del regista partenopeo gioca le sue carte migliori con una difficile storia a base di coltelli e tatuaggi.

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Per Educazione Siberiana, Savatores ha scelto un cast sensibilmente eterogeneo: oltre John Malkovich, attore, regista e produttore con una lunga esperienza alle spalle, ha puntato tutto su Arnas Fedaravicius e Vilius Tumalavicius, giovani attori per la prima volta davanti alla cinepresa che interpretano rispettivamente Kolima e Gagarin. Con loro, non mancano poi i volti noti di Peter Stormare, il tatuatore e maestro di Kolima Ink, e l’inglese Eleanor Tomlinson, nel ruolo della ragazza con disturbi mentali Xenja.

Anni Ottanta. A Fiume Basso, in Transnistria, è stata trapiantata un’intera comunità di criminali: i siberiani; a differenza degli altri clan che hanno subito la stessa sorte, gli appartenenti seguono delle ferree regole che li portano a disprezzare i soldi, a ripudiare la droga e a rispettare le figure più adulte. Tra di loro c’è Nonno Kuzja (Malkovich), chiamato a educare il piccolo Kolima, amico fraterno di Gagarin; una condanna di quest’ultimo porterà i due a separarsi, rincontrandosi solo dopo ben dieci anni. Una volta ritrovata la libertà, Gagarin fa fatica a riallinearsi alle norme della comunità, scontrandosi con Kolima che, ormai sulla strada per intraprendere l’importante mestiere di tatuatore, è sempre rimasto fedele agli insegnamenti dell’anziano e rispettato uomo.

Primi piani, fratellanza, regole d’onore: l’Educazione Siberiana di Salvatores segna nella carriera del regista e un vero e proprio cambio di rotta rispetto ai suoi ultimi lavori, affidandosi all’adattamento cinematografico di uno dei libri più tradotti – ben 14 lingue a esclusione del russo per espressa volontà dello stesso Lilin – degli ultimi anni. Dal sapore internazionale, quindi con potenzialità che si estendono ben oltre il territorio italiano, il nuovo film del Premio Oscar 1992 come miglior film straniero per Mediterraneo affronta con freddezza e precisione chirurgica la questione dell’onore all’interno di una società stremata, ai margini della società e tenuta sotto scacco da stato e polizia, ma ancora saldamente legata alle sue radici più profonde.

Tra il carismatico sguardo di ghiaccio di John Malkovich, la follia di Stormare e la freschezza dei giovani interpreti professionisti e non, la pellicola di Salvatores racconta in maniera interessante e mai scontata quell’importante lasso di tempo che ha visto cadere in frantumi l’allora immensa Unione Sovietica fino alla nascita delle piccole repubbliche tutt’ora presenti, con un continuo e spesso repentino cambio di ambientazioni che abbracciano l’inevitabile alternanza tra passato e presente. Un salto temporale che si riflette anche nei dettagli, tra una skyline moderna, fatta di grattacieli e melting pot di culture, e il passato degli abiti e della cultura dei siberiani, saldamente ancorati alle loro incancellabili tradizioni che ne hanno fatto una vera e propria comunità impenetrabile agli attacchi dell’esterno.

Un racconto di formazione, degli Absolute Beginners come grida David Bowie dalla colonna sonora, quello narrato da Nicolai Lilin e ripreso da Gabriele Salvatores, fortemente caratterizzato da una fotografia glaciale proprio come quella della Transnistria; un gioco che miscela pennellate di bianco e nero, luci e ombre che lasciano spazio a un grigio panorama interrotto solo da una giostra che, per qualche attimo, tira fuori i giovani protagonisti da una cornice dal gusto antico e soffocante. È nella modernità che torna il colore, nell’espiazione dei peccati di Gagarin che – senza svelare troppo -, da lupo solitario, sente la necessità di ritornare a far parte del branco: l’unica identità che gli sia mai appartenuta.

RIassunto
Autore
Chiara Console
Data
Titolo
Educazione Siberiana
Giudizio
4