Edwige Fenech, ricordata da molti come la regina incontrastata della commedia erotica italiana, è oggi una donna matura che si dedica alla produzione cinematografica dopo aver assaporato anche il teatro, e guarda al suo passato di attrice forse con un pizzico di rancore.

Edwige Fenech, che vedremo su Rai Uno il 9 e 10 gennaio nella miniserie “La figlia del capitano” nei panni della zarina Caterina II di Russia, ritorna sul piccolo schermo come attrice dopo un lungo periodo di permanenza dietro le quinte. Un ruolo, sebbene non da protagonista, che ha convinto la bella Edwige a fare i conti con la sua – incredibile a dirsi – “timidezza che rasenta quasi la psicosi”.

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Un ritorno, occasionale o permanente che sia, molto gradito, che forse deluderà chi è ancora affezionato ai vecchi personaggi di Edwige. A proposito dei film sexy anni ’70 e dell’immagine di sex symbol che deriva da essi (e dalla quale la Fenech ha cercato di allontanarsi in tutti i modi), l’attrice e produttrice oggi dice:

«Ci sono film che non rifarei, ma è troppo facile dire oggi quello che non avrei dovuto fare allora.»

Edwige Fenech racconta inoltre di essere stata umiliata per molto tempo a causa dei suoi ruoli, che la costringevano a non essere giudicata per il suo talento, ma di aver comunque continuato su quella strada per cause di forza maggiore: far crescere suo figlio Edwin, nato nel 1971, da sola come ragazza madre.

Fonte: Corriere