Dal Pdl arrivano aperture sulla legge elettorale. Dopo l’annunciato raggiungimento del quorum sul referendum elettorale da parte dei promotori, arriva la risposta di Angelo Alfano segretario del partito che guida l’attuale coalizione: apertura per quanto riguarda le nomine, con il benestare del premier Silvio Berlusconi, ma sistema elettorale che deve restare bipolarista.

«I candidati non siano calati dall’alto ma spinti dal basso».

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Questo l’orientamento espresso da Angelino Alfano, impegnato nelle ultime ore nel tentativo di riconciliare le anime sempre più in conflitto che compongono la maggioranza. In primis Gianni Alemanno, una delle voci più critiche all’interno del Pdl. Il sindaco di Roma invoca scelte che favoriscano lo sviluppo sociale e la crescita, chiedendo al contempo un “ridimensionamento” dell’alleato leghista. Se il segretario nazionale aveva mostrato disponibilità sui punti precedenti, riguardo a questo è categorico:

«Il rapporto è “complesso”, ma senza Lega non si vince. Se non regge l’asse Berlusconi-Bossi al governo ci vanno Bersani-Di Pietro-Vendola».

Disponibilità al dialogo che Alfano mostra anche verso l’Udc, a cui spera di riavvicinarsi grazie all’appoggio dato al ritorno verso un sistema elettorale di espressione delle preferenze. Lorenzo Cesa, segretario della stessa Unione di Centro, fa sapere però come alle prossime elezioni il partito di Pier Ferdinando Casini correrà da solo:

«Il terzo polo andrà da solo alle elezioni, perché serve un’alternativa di serietà”»

Lo stesso Alemanno, sostenuto da un altro esponente Pdl, Maurizio Gasparri, sembra però certo di un altro punto: Berlusconi non sarà di nuovo il candidato premier, al suo posto proprio Angelo Alfano. Lui per ora “non conferma, né smentisce”, anche perché afferma: «Non ci sono elezioni…».

Fonte: Ansa