Spesso abbiamo sentito dire che si può amare da morire una persona, ma morire d’amore no. Ebbene, non è proprio così: veder morire la persona amata aumento il rischio di morte. Si chiama effetto vedovanza e colpisce soprattutto le donne.

Una ricerca condotta in Scozia dalla St. Andrews University e che ha coinvolto ben 58 mila coppie mostra che il 40% delle donne e il 26% degli uomini che sopravvivono al loro partner muoiono entro i tre anni successivi. Addirittura nei casi in cui la coppia viveva in modo quasi simbiotico, l’effetto di vedovanza è talmente forte che nel 12% dei casi il patner rimasto in vita muore nell’arco delle 24 ore.

Paul Boyle, coordinatore del team di ricerca, precisa che l’effetto di vedovanza non è strettamente legato all’età della persona, ma piuttosto si crea uno stato tale per cui:

le persone che vedono morire il loro partner hanno un disperato e immediato bisogno di supporto, perché si trovano in una condizione di fragilità emotiva e debolezza psicologica che rischia di fare morire anche loro.

A risentire più dello choc emotivo e dello stress dovuto alla perdita di una persona cara sono soprattutto le donne. Come spiega uno studio condotto negli Stati Uniti un anno fa da un gruppo di cardiologi della Johns Hopkins University, le ragioni risiedono nella catecolamine, particolari ormoni che vengono rilasciati dalle ghiandole surrenali in situazioni di forte stress, cui le donne sono più sensibili.

Vivere una vita insieme a una persona e poi vederla morire crea un dolore insopportabile, che non tutti riescono a sostenere. Forse sarà stato questo che ha fatto spegnere lentamente uno dei volti storici della televisione italiana, Sandra Mondaini, che ricordiamo è morta qualche tempo dopo il suo Raimondo. E come loro, anche la letteratura è piena di esempi di questo genere, primi fra tutti Romeo e Giulietta.