“Vietato l’ingresso agli ebrei”. Questo il cartello drammatico che campeggiava durante il periodo nazista nei locali pubblici in Germania. Fortunatamente, quei tempi sono ben lontani e un paese evoluto come la Germania non discrimina più nessuno per un disegno organizzato e metodico. A meno che non si tratti di una provocazione.

Così, fuori da un locale di Berlino è comparsa una scritta all’ingresso: “Berlusconi – elettori non benvenuti“. Il proprietario si è spiegato, anche alla luce dell’altra frase che campeggia sul cartello, “Niente cervello, niente servizio”, dicendo:

Galleria di immagini: Silvio Berlusconi, processo Mediatrade

“Nel mio ristorante non li voglio gli elettori di Silvio Berlusconi, per loro non c’è servizio.”

Non si tratta di una vera e propria discriminazione, anche perché non è possibile stabilire chi effettivamente abbia votato Silvio Berlusconi, ma di un modo in cui pare che all’estero vedano noi italiani, come ha ribadito sul suo blog Franca Rame:

“Il punto non è il cartello in sé, che può essere valutato una boutade: è ciò che rappresenta, il disprezzo verso gli italiani che eleggono come capo del governo una persona del genere.”

Al di là della provocazione resta infatti un modo negativo in cui l’estero ci vede: già nel film “Aprile”, Nanni Moretti evidenziava come un giornalista francese si scandalizzasse per il nostro modo, tutto italiano, di svicolare sulle leggi antitrust.