Le Elezioni 2013 per il Parlamento italiano potrebbero essere quelle che resteranno alla storia per le polemiche più che per la politica. Tutto è partito in realtà nelle settimane precedenti: il clima è stato in un certo senso quasi irreale, soprattutto nei piccoli centri, dove causa maltempo i comizi si sono consumati soprattutto al chiuso, a differenza che in molti capoluoghi di provincia. Di solito negli ultimi anni le elezioni si sono tenute in primavera o alla vigilia dell’estate. Poi si aggiunga la distrazione rappresentata dalle dimissioni di Benedetto XVI, che, com’è naturale che sia, rappresentando un fatto straordinario, ha distolto le menti dei cattolici e anche di moltissimi non cattolici dalla politica.

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Galleria di immagini: Femen in Vaticano

Tra le polemiche scaturite durante la prima giornata di elezioni, sicuramente in primo piano c’è quella relativa alla matita copiativa. Già nei giorni precedenti in Rete si erano moltiplicati gli allarmi che la matita con cui si vota non fosse indelebile: in realtà le proprietà della matita copiativa, che viene usata anche in altri Paesi, come la civilissima Repubblica di San Marino, sono spiegate persino su Wikipedia. A questo si aggiunga che le schede elettorali sono fatte in modo che ogni minimo segno si veda e sia inequivocabile, questa la ragione per cui non si possono sovrapporre, dato che sono anch’esse “copiative”. Ma questo non ha impedito a molti di leccare la matita: i “leccatori” si potevano riconoscere a ogni seggio, dall’inequivocabile lingua viola, con la speranza che nelle prossime settimane non si diffondano epidemie di epatite, mononucleosi o qualunque malattia grave che si diffonda attraverso la saliva. E fin qui niente di politico tout court.

Intanto c’è stata poi una nuova incursione delle Femen a seno nudo, che hanno contestato il capo della coalizione di centrodestra Silvio Berlusconi all’ingresso del seggio in cui votava: le Femen contestavano a Berlusconi la sua bassa considerazione della donna, testimoniata non solo dall’inchiesta sul Rubygate (anche se questa non è indicativa, perché ancora non ci sono condannati o assolti secondo la giustizia, che è l’unico organo deputato a dire chi abbia ragione o torto), ma sicuramente sono pesati i giudizi fisici espressi in passato, per esempio su Angela Merkel, Nicole Minetti e Rosy Bindi. Per non parlare della celebre foto in cui Berlusconi squadrava Michelle Obama notandone l’innegabile bellezza afroamericana. Ma a parte questo, sembra ancor più interessante come Berlusconi abbia poi reso delle dichiarazioni in cui dava più o meno velate indicazioni di voto in un giorno protetto dal silenzio elettorale:

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«Sono esagerazioni chi ragiona con l’intelligenza e con il cervello non può che votare in una direzione e si comporta conseguentemente. Poi ci sono tutte le situazioni fuori dalla ragione che esistono e non possiamo farci niente.»

Interessante, soprattutto ai fini della legalità, le immagini diffuse su Facebook del voto. Tantissimi si sono non solo fotografati con uno smartphone per poi postare il proprio voto non più tanto segreto e alcune delle immagini sono finite sul sito di Repubblica: la maggior parte mostra un voto per il M5S, ma anche per altri partiti in misura minore. Il reato di natura penale, che è tale per evitare il voto di scambio, viene punito con una multa salata e anche con la reclusione. E non c’è modo per discolpare chi ha creato questo strano fenomeno, dato che in ogni seggio esiste ben evidente il divieto a non portare nella cabina nessun tipo di fotocamera o cellulare con fotocamera integrata. A Genova, un uomo ha tentato persino di filmarsi ed è stato allontanato dal presidente di seggio per turbativa.

Fonte: Corriereweb, Repubblica.