Beppe Grillo festeggia il risultato della sua creazione, il Movimento 5 Stelle, in queste elezioni amministrative. Era un po’ nell’aria, già da anni, che il comico si sarebbe buttato in politica, una previsione che in realtà nasconde una critica che più volte è giunta dai politici ma anche dalla gente comune. Alla fine Grillo ha trovato il suo movimento, un movimento che muove i suoi passi in Rete, dato che il comico ha diffuso il proprio risultato in Twitter scrivendo subito:

«Ci vediamo in Parlamento!»

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Le persone hanno iniziato a dare dunque credito al movimento di Beppe Grillo, anche se per certi versi ricorda il qualunquismo che andava tanto di moda ed era contestato dalla sinistra italiana ormai tanti decenni fa. Sicuramente, laddove ha vinto sfiducia e astensionismo, il Movimento 5 Stelle ha trovato il modo di incunearsi, non solo nelle grandi realtà come Genova, Parma, Palermo e Verona, ma anche a Lecce, ultima roccaforte del PDL, rompendo la tanto temuta barriera del 4% e insinuandosi in una perdita di consenso del PD.

Ma nella concitazione della vittoria è proprio a Beppe Grillo che su Facebook scrive la parola “partito”. Perché sì, benché lo si voglia ancora mascherare da movimento, da questo momento il Movimento 5 Stelle si pone come un vero e proprio partito organizzato, anche se si tratta di qualcosa di già visto, di già sentito: nelle parole del comico si possono ravvedere le picconate di Francesco Cossiga, e forse i grillini sono meno anticonformisti di quanto credano.

I grillini hanno vinto ponendosi come antipolitica per eccellenza, ma hanno avuto bisogno della politica in senso lato, delle elezioni, per affermarsi, per avere un’identità che fosse reale, non più solo virtuale. E in questa veste non sono esenti da una certa demagogia che in fondo in fondo ha sempre accompagnato la politica italiana.

Fonte: Adnkronos.