La povera casalinga di Voghera viene ancora una volta chiamata in causa. Questa volta è Daniela Santanchè a citarla in appello. E come al solito è rappresentata come la morta di fame, con le mani ferite dai detersivi, dal lavoro, dalla fatica. Sfruttata, ignorante, incazzata, le manca solo il marito che la picchia e tutte le sfortune le ha lei. Mi chiedo come mai provenga sempre da Voghera questa povera donna, e non anche da Bisceglie, Frosinone o che so io.

L’onorevole rilascia un’intervista su Donna Moderna e parla della sua empatia con le donne italiane nell’era della grande crisi economica. Le capisce, ne condivide i problemi, le aspettative. Effettivamente con la Daniela tutte noi condividiamo grossi amletico problemi come dove mettere l’intera collezione di “Kelly” Hermès d’ordinanza o in quale quartiere prender casa a nostro figlio che anti-bamboccione per eccellenza, alla tenera età di 16 anni studia già all’estero, a Londra per la precisione, ed è sicuramente autosufficiente. Lei, che è una donna decisa e meritevole, che non si è mai “fatta dirigere come Ambra con un auricolare”, che promette una riduzione del 50% dello stipendio dei politici, degli emolumenti delle cariche pubbliche, come delle Jimmy Choo. Il governo dei saldi di fine stagione lo chiameremmo.

Sì, perché dall’alto del suo tacco 12 la Santanchè non si è ancora resa conto che le casalinghe, probabilmente, sono una categoria in via di estinzione: se in una famiglia la donna può permettersi di rimanere a casa a eseguire solo i mestieri è perché i soldi ci sono, e sono anche tanti, che le mani abbiamo imparato a curarcele con la crema idratante e un po’ di smalto, perché così a lavoro anche senza abiti firmati ci sentiamo belle, e che dai tempi in cui Ambra si faceva suggerire le battute all’auricolare sono passati circa vent’anni e ora è diventata una bravissima attrice. Probabilmente un simbolo molto più azzeccato della casalinga di Voghera.

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