Elisa Anzaldo si dimette dal TG1 per questioni che riguardano la deontologia giornalistica. La Anzaldo va a fare parte di una schiera che ormai va ad allungare la lista dei giornalisti hanno lasciato o sono stati cacciati dal direttore del telegiornale Augusto Minzolini. Di fronte alle dimissioni della Anzaldo, Minzolini ha liquidato il tutto come qualcosa che riguarda la giornalista e basta.

Alla base delle ragioni dell’Anzaldo ci sarebbero, come ha cercato di evidenziare più volte, una sorta di censura su certe notizie, come quelle riferite al caso Ruby Rubacuori o i manifesti che accusavano i magistrati milanesi di essere collusi con le Brigate Rosse, in favore di altre, che invece secondo la giornalista non meritavano tanta attenzione. Minzolini, in una riunione con la Anzaldo, pare avesse spiegato le sue ragioni, dicendo che, a suo avviso, quel tipo di notizie potevano essere tralasciate, mentre invece erano state trattate in maniera eloquente da altri telegiornali e altre testate.

Galleria di immagini: Tiziana Ferrario

Le dimissioni dell’Anzaldo hanno suscitato clamore in tutta l’opposizione nel mondo politico. Francesco Pardi, capogruppo dell’Italia dei Valori nella Vigilanza Rai, ha commentato:

“Sono sempre di più i professionisti dell’informazione che si vergognano a metterci la faccia o la firma. Non vogliono, insomma, che il loro nome sia accostato al TG1 del direttorissimo. A leggere la missiva dell’Anzaldi vengono i brividi pensando a quante notizie vengono omesse o manipolate a uso e consumo del megafono di Arcore. Mi chiedo quanti professionisti debbano ancora perdere la possibilità di fare bene il loro lavoro, che tra l’altro è un servizio pubblico pagato dai cittadini, prima che cambino le cose.”

Rincara Vittoria Franco del Partito Democratico:

“Le dimissioni di Elisa Anzaldo, confermano quel che ormai, dopo la multa salatissima inflitta alla testata dall’Agcom, è chiarissimo: l’aria al TG1 è diventata irrespirabile. Altro che problema della giornalista, come dice oggi molto poco elegantemente Minzolini. Il problema è di tutti gli italiani, visto che stiamo parlando del servizio televisivo pubblico che dovrebbe garantire pluralismo e libertà di informazione.”

Di fronte a due parti che affermano cose differenti, la Anzaldo e Minzolini, c’è da chiedersi chi abbia ragione: si è trattato solo di differente percezione sulla qualità e l’importanza di una notizia? O piuttosto si è voluto tacere su certi argomenti un po’ troppo scottanti che riguardavano il governo? In ogni caso, visti i precedenti di Minzolini, non ci sono molte ipotesi a suo favore.