È {#Elles} il film scandalo di Małgorzata Szumowska, regista polacca che ha lasciato a bocca aperta il pubblico di cinefili e addetti ai lavori del {#Festival di Berlino}, presentato nella sezione Panorama nell’edizione del febbraio 2012. Dopo aver conseguito il diploma alla Lodz Film School, scuola che ha visto tra i suoi allievi anche il suo connazionale Roman Polanski, e aver collaborato come coproduttrice per Antichrist di Lars von Trier, la Szumowska è tornata dietro la macchina da presa con una storia dedicata al mondo della prostituzione, passando per la riscoperta dei piaceri della carne.

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Nei panni della protagonista di Elles c’è Juliette Binoche, attrice francese in grado di sfruttare completamente la sua prorompente e sensuale fisicità unita a un’interpretazione decisa e matura. Con lei, le due giovani protagoniste Anaïs Demoustier e Joanna Kulig; la prima, francese di nascita, ha già alle spalle un’interessante carriera sul grande schermo mentre la seconda, polacca, è alla sua terza interpretazione dopo l’esordio con il regista Paweł Pawlikowski in La femme du Vème.

Impegnata in un’inchiesta sul fenomeno della prostituzione tra le giovani studentesse di liceo e università, l’affermata giornalista di Elle Anne (Binoche) intervista le due ragazze Alicja (Kulig) e Charlotte (Demoustier), entrambe in una situazione economica disagiata e per questo costrette a vendere il proprio corpo. Contrariamente a quanto immaginato, la donna non trova miseria e disperazione ma una corsa al potere dove le giovani sono i carnefici e i proprio clienti le vittime; davanti alla bizzarra situazione, Anne è costretta a rivedere la sua posizione, lasciandosi influenzare dal comportamento delle ragazze e riscoprendo la propria sessualità.

La vita dell’affermata Anna, giorno dopo giorno sempre più vuota e priva di sentimenti forti, e quella delle giovani invischiate nel mondo della prostituzione s’intrecciano in un beffardo gioco del destino. I grandi valori della giornalista interpretata dalla Binoche, una donna realizzata all’apparenza ma intrappolata in una famiglia che come un gigante dai piedi d’argilla destinato a sgretolarsi sotto il peso dell’incomunicabilità e dall’assenza di sentimenti forti, si lasciano facilmente sostituire dalla ricerca di una libertà psicologica e fisica tipica degli uomini delle “sue” ragazze.

Senza mezze misure, la Szumowska porta in scena una visione particolarmente audace e diretta dell’universo femminile, lontana dai canoni piuttosto antiquati che relegano la donna al ruolo di angelo del focolare, emancipandola e addirittura arricchendola attraverso un tortuoso viaggio alla riscoperta dei sogni e bisogno fisici, sensuali e sessuali. Se la sceneggiatura rischia di mostrarsi più come un viaggio fin troppo ambizioso nel mondo della prostituzione visto come possibilità di fuga da un futuro misero già scritto e pronto all’uso, è la Binoche a dare realmente carattere a Elles, grazie a un’incisiva presenza scenica e un trasporto capace di convincere anche i più scettici.