Sempre più difficile per le donne fare carriera in Italia, dove spesso le posizioni lavorative sono rappresentate da occupazioni di basso livello, magari a tempo parziale e con salari inferiori rispetto alla media degli uomini, con conseguente discriminazione.

La fotografia del panorama lavorativo femminile e della possibilità di carriera è stata scattata nel Global Gender gap report 2012 e presentata durante il convegno “Donne al lavoro tre mosse vincenti. Pari opportunità, conciliazione dei tempi, nuovi modelli organizzativi”, promosso dal Centro studi Progetto Donna, in collaborazione con Abbott e il patrocinio del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali con delega alle Pari opportunità, dove si vede che la discriminazione tra sessi è ancora elevata.

LEGGI => Elsa Fornero e i giovani choosy: la polemica

I dati, infatti, sono preoccupanti: rispetto a un anno fa, l’Italia ha perso 6 posizioni nella classifica relativa alle disuguaglianze tra i sessi a livello generale, mentre nella graduatoria relativa all’economia la Penisola è messa ancora peggio. Se a livello generale il nostro Paese si colloca all’ottantesimo posto sui 135 presi in considerazione, per le possibilità di carriera lavorativa l’Italia è in centounesima posizione: ci sono pertanto 100 Stati davanti dove le differenze uomo-donna sul posto di lavoro sono meno forti e dove le possibilità di fare carriera sono migliori.

E poco importa se l’occupazione femminile negli ultimi 12 mesi ha registrato in Italia un miglioramento dello 0,4% mentre per gli uomini è andata in rosso: le differenze restano, soprattutto visto che per le donne lavoro significa molto spesso part time, situazione buona per conciliare ufficio, casa, figli e famiglia ma meno positiva sul fronte del guadagno.

Laconico il commento del Ministro del Lavoro Elsa Fornero, che durante la registrazione della trasmissione Porta a Porta senza mezzi termini ha detto che:

«In Italia c’è accanimento contro le donne. Credo che questo sia un Paese nel quale essere donna è un motivo di differenziazione, un ostacolo oggettivo e un motivo per prendersela. In un paese civile quando si discute con un’altra persona il fatto che questa sia uomo o donna è secondario, mentre qui fa differenza nell’interlocuzione, nei luoghi di lavoro, nell’accesso e nella progressione di carriera».

Fonte: Agi