Diritti dell’infanzia e crisi economica. Due realtà apparentemente diverse, ma purtroppo una è sottoposta alle pressioni dell’altra. Anche il Ministro del Welfare Elsa Fornero ha affermato che intende impegnarsi per studiare gli effetti della crisi economica sui minori di questo paese.

Elsa Fornero è stata occupata, con le sue deleghe molto gravose, a preoccuparsi di tante categorie diventate in questi mesi veri e propri concetti giornalistici: gli esodati, gli statali, i precari. Ora intende occuparsi anche dei minori, pensando anche alla particolare condizione dei minori stranieri non accompagnati.

Assicurando che il suo Governo «non è insensibile ai diritti della prima infanzia» (e ci mancherebbe altro), il Ministro è intervenuta in videoconferenza da Torino alla presentazione del Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (monitorato dal Gruppo CRC) spiegando che intende ripartire da questa documentazione per immaginare nuovi strumenti di sostegno all’infanzia. La questione è delicata, perché prima bisognerà mettere in campo un’analisi statistica raffinata, dopo la quale provvedere a disegnare gli interventi prendendo in considerazione la disponibilità finanziaria. Per quanto riguarda i minori non accompagnati – che stanno creando enormi capitoli di spesa nei Comuni, lasciati soli ad affrontare il problema – il ministro ha preso un impegno preciso:

«Il governo è consapevole delle carenze legislative sul tema del diritto all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Per questo in collaborazione con il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e il ministro della Giustizia Paola Severino interverremo per predisporre un sistema nazionale di accoglienza, cercando un finanziamento adeguato.»

L’idea del Garante nazionale, Vincenzo Spadafora, è infatti quella di alimentare un piano nazionale, e non c’è piano senza un fondo nazionale.

Fonti: 5° Rapporto sull’infanzia e l’adolescenza ; AdnKronos