Elsa Fornero piange durante l’illustrazione del Decreto Salva Italia, il pacchetto di misure che si spera possano evitare allo Stivale un orizzonte funesto, quello del default per l’insolvenza del debito. Presentati ieri dal governo di Mario Monti, gli interventi da 30 miliardi di euro colpiscono pensioni, ICI, IVA, scudo fiscale, pagamenti in contanti, costi della politica e molto altro.

E proprio sulle pensioni Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, si commuove, non riuscendo a pronunciare la parola “sacrificio”, presagio dell’arrivo di un periodo di vera e propria austerità.

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Il sistema pensionistico cambia completamente, passando a un regime pienamente contributivo. Si potrà andare in pensione dopo oltre 40 anni di contributi, 41 per le donne e 42 per gli uomini, oppure per anzianità a 63 anni per le donne e 66 per gli uomini, mentre sono state abolite tutte le “finestre” che hanno permesso in questi anni troppi prepensionamenti facili. Si tratta di misure, così come ricorda il Ministro, che avranno effetto solo sul lungo periodo ma, data la contingenza finanziaria, sono necessari interventi più urgenti. Per questo motivo, le attuali pensioni non verranno ricalcolate sulla base dell’inflazione, a meno che non siano quelle minime, ed è proprio il “sacrificio” immediato a gettare la Fornero in un pianto di sconforto.

Cambia nuovamente anche l’IVA, che già tempo pochi mesi fa aveva sollevato fitte proteste dai consumatori, che dal primo gennaio aumenterà di 3 punti percentuali sia per quelle attualmente fissate al 10% che per le già modificate al 21%. Torna anche l’ICI, nella nuova denominazione dell’IMU, con lo 0,4% sulla prima casa e lo 0,76% per le successive, con speciali esenzioni fino a 200 euro. Tutti i prodotti finanziari, inoltre, sono ora soggetti a imposta di bollo, come già avviene per i titoli detenuti in banca.

Per quanto riguarda la lotta all’evasione, il governo ha deciso di agire sul già introdotto scudo fiscale, ovvero il procedimento che permette di riportare in Italia capitali conservati all’estero sotto pagamento di una tassa di compensazione. L’importo passa all’1,5%, una cifra che ha sollevato le proteste delle parti sociali perché teoricamente troppo esigua rispetto alle richieste fatte, invece, ai cittadini che pagano regolarmente le tasse. Sempre per contenere i fenomeni evasivi, la tracciabilità delle operazioni ora scende a 1000 euro, cifra massima con cui si potrà pagare in contanti. Queste misure vanno di pari passo con una nuova tassa sul lusso: le auto con più di 170 KW saranno soggette a un bollo extra, così come speciali imposte sono previste per i possessori di natanti e aerei.

Sul fronte della spesa pubblica, vi saranno numerosi tagli alle Regioni e alle Province, con 3,1 miliardi in meno per le prime e 415 milioni per le seconde. Alcune authority, come Consob o l’AGCom, vedranno ridotti il numero dei loro componenti, mentre altre verranno del tutto soppresse, come l’agenzia per la sicurezza nucleare, quella del terzo settore, quella per l’infanzia e l’adolescenza e molte altre.

Infine, oltre a speciali detrazioni Irap per le aziende impegnate soprattutto nell’assunzione di donne e giovani, vi è la liberalizzazione dei farmaci di classe C, ora vendibili anche in parafarmacia, e l’eliminazione dei doppi stipendi in politica. Lo stesso Monti ha deciso di rinunciare al proprio compenso come Primo Ministro della Repubblica.

Il Decreto Salva Italia ha sollevato sia approvazione che sconcerto tra i cittadini e le parti sociali. In particolare i sindacati, con CGIL e Susanna Camusso in prima linea, sottolineano come gli interventi colpiscano maggiormente i ceti medi e medio-bassi della popolazione, senza gravare in modo considerevole sui super-ricchi del Bel Paese. Tutte le proposte elencate saranno attive dal primo gennaio 2012.

Fonti: Corriere della Sera, Repubblica