Elsa Fornero ha parlato dei giudizi negativi alla sua riforma e all’argomento “articolo 18” a un forum del Corriere della Sera. Il ministro del governo tecnico guidato da Mario Monti però è parso sminuire le polemiche, affermando che in Italia se ne fanno troppe e questo si ripercuote sui mercati. Quindi se tutto va male non è colpa della crisi economica, ma delle polemiche?

La crisi economica ormai sta assumendo dei contorni davvero foschi, tra suicidi e altri fenomeni che hanno il sapore della tragedia in tutta Italia: la colpa per tutti è del governo di Mario Monti, dell’euro o di chissà cos’altro, senza contare che a questa situazione ci si è arrivati per gradi, all’interno di una congiuntura che è tutt’altro che nazionale.

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Ciononostante questo governo tecnico si lancia in delle affermazioni facilmente fraintendibili e travisabili, soprattutto su argomenti sensibili come i diritti dei lavoratori garantiti dalla Costituzione, e Elsa Fornero non fa eccezione.

Elsa Fornero ha detto:

«L’equilibrio raggiunto sull’articolo 18 è un buon equilibrio e non vorrei che fosse messo a repentaglio. Il governo non ha mai posto l’accento sull’articolo 18. Abbiamo fatto tre mesi di dialogo con le parti sociali perché la riforma del mercato lavoro è una riforma sulla quale deve esserci il coinvolgimento parti sociali. Di articolo 18 abbiamo parlato al termine di un lungo discorso, anche se c’era un’attesa spasmodica, lo smantellamento dell’articolo 18 non è mai stato un obiettivo del nostro governo. Alcuni giudizi francamente non li ho compresi. Non mi sembra una novità l’aggiunta all’articolo 14, cioè il 18 modificato, riguardante il fatto che per manifesta insussistenza del motivo economico il giudice può reintegrare. Stiamo parlando di licenziamenti illegittimi, quindi, è chiaro che il giudice può ordinare. Le reazioni hanno influenzato il giudizio dei mercati e questo è stato un peccato. Io credo che il tasso di polemiche in questo Paese sia eccessivo e porta allo spreco di molta energia.»

La Fornero ha rincarato spiegando che è sua abitudine cercare un confronto per evitare le polemiche: ma cosa resta agli italiani se non il diritto di esprimere la propria opinione, il proprio dissenso verso una situazione che non riesce a comprendere e all’interno della quale nutre sempre più sfiducia non solo nei politici, ma nella politica stessa?

Fonte: L’Unità.