Un paradosso all’italiana: secondo norme di nuova attuazione, l’elusione fiscale non sarà più reato. Ma vuole essere un ”premio” al coraggio dei grandi evasori? Ma è musica per il loro sensibile udito…

E comunque, nella delega fiscale del governo viene depenalizzata l’elusione fiscale. Con il rischio di un mega condono per le indagini in corso sulle grandi operazioni finanziarie. Sembra assurdo, però, ai benpensanti e agli equilibrati che, mentre si sta conducendo una lotta all‘evasione fiscale, a quanto pare con buoni risultati, arrivi invece questa norma a vanificare il tutto.

La regolamentazione dell’evasione fiscale, definita con termine tecnico anche “abuso di diritto”, introdotta dal governo nella Ddl di delega fiscale appena varato, ”rischia di diventare un clamoroso autogol per il fisco e un gran bel regalo ai grandi evasori” sostiene l’associazione “Legalità ed equità fiscale”. E le ragioni ci sono: non si applica agli accertamenti in corso e quindi potrebbe diventare un condono di fatto e gratuito per grandi imprese e banche e per le loro sofisticate operazioni finanziarie e soprattutto, per il futuro, depenalizza l’elusione.

L’articolo 6 della Ddl introduce nuovi principi per disciplinare l’elusione fiscale, cioè “l’uso distorto di strumenti giuridici idonei ad ottenere un risparmio d’imposta, ancorché tale condotta non sia in contrasto con alcuna specifica disposizione”, recita la stessa legge.

In sintesi, si sfruttano i benefici e i regimi di tassazione agevolati per fini illegali. Vedi ”intestazioni di beni di lusso a società di comodo, residenze all’estero e simili”, tutte attività formalmente “legali”, ma che hanno l’unico scopo di pagare meno tasse.

La nuova norma stabilisce, infatti, che l’operazione è lecita solo se “giustificata da ragioni extrafiscali non marginali”. Il fisco, a sua volta, deve dimostrare “il disegno abusivo e le modalità di manipolazione e di alterazione funzionale degli strumenti giuridici utilizzati” e anche descrivere in dettaglio l’eventuale comportamento abusivo.

Ma il provvedimento va oltre. Esclude l’attributo ”penale” dei ”comportamenti ascrivibili a fattispecie abusive” e così l’elusione non sarà più reato, anche se sottrae al fisco milioni di euro. Come sottolinea la rivista ”Fiscoequo”, siamo di fronte ad un paradosso, se pensiamo alle sanzioni per uno scontrino mancato.