Rispondere alle email di lavoro dopo l’orario di ufficio equivale a fare gli straordinari: la nuova legge brasiliana che sta facendo molto parlare. Alzi la mano chi, dopo l’iniziale entusiasmo per lo smartphone aziendale grazie al quale si è sempre connessi e si legge la posta elettronica, non ha pensato almeno una volta di aver preso una fregatura. I cellulari di nuova generazione sono come una scrivania in tasca, ma questo significa che timbrare il cartellino non ha più molta importanza.

Lo dice la nuova legge sulle email di lavoro voluta dalla nuova presidente del Brasile, Dilma Rousseff, svelata da un reportage di Maeli Prado e Priscilla Oliveira pubblicato sul Folha de S. Paulo e subito ripreso in tutto il mondo.

Legge che la dice lunga sulla crescita economica della nazione sudamericana, in pieno boom (beati loro): lo status simbol tecnologico non può diventare uno strumento col quale il lavoratore è sempre controllato, così d’ora in avanti rispondere alle email di lavoro, in caso di ordini impartiti dall’azienda, fuori dall’orario di ufficio sarà conteggiato come straordinari.

Un concetto diverso e integrativo rispetto alle professioni con il preavviso (pensiamo a medici), dove è già considerato il pagamento di un terzo in più rispetto al salario normale. In questo caso, la legge va a guardare tutte quelle professioni dove ci sono cellulari aziendali e l’abuso da parte delle aziende per impartire compiti.

La nuova legge modificherà senza dubbio i comportamenti delle grandi multinazionali, che hanno server che spediscono email ai dipendenti, in particolare ai manager, spesso negli orari più bizzarri. Ora dovranno, almeno per il Brasile, controllare il fuso orario.

Fonte: Mundosindacal