Il leit motiv è sempre quello: la difficoltà di accesso al mutuo. Molti i paletti, fra i quali indubbiamente il reddito basso e il lavoro precario.

Pertanto, anche se rimane il sogno di acquistare la casa subito, si inizia a prendere in considerazione l’altra possibilità di arrivare all’acquisto attraverso l’affitto in un futuro prossimo: l’affitto a riscatto,appunto, di cui vi abbiamo già parlato.

Ovvero, si rimanda l’acquisto, ma si è ai primi tentativi di arrivare all’acquisto della casa per altre strade. Ora la fomula sta prendendo sempre più piede perché, intanto, molti hanno capito che è pur sempre un inizio e noi ne riparliamo per chiarire alcuni aspetti forse ancora non troppo chiari.

In uno scenario contrassegnato da molte incertezze per il futuro, ogni famiglia è costretta a fare delle scelte, forse provvisorie, ma tutto lascia credere che si tratta di una formula in dimensione futuro, visto che rappresenta una base di partenza. Peraltro, cosa si può fare con un mercato dei mutui al palo?

A parte il fatto che gli istituti di credito hanno plafond ridotti, rispetto al passato, da destinare ai mutui, in realtà le famiglie stesse temono d’imbarcarsi nell’avventura del mutuo credendo di non avere la disponibilità economica necessaria per ottenere il finanziamento, molte anche perché sperano in un calo degli spread bancari e delle quotazioni immobiliari. È così il mercato è ingessato sul fronte delle compravendite e sul fronte dei mutui. E i mutui che si stipulano presentano spread elevati, anche superiori al 4%.

Ecco perché va emergendo la soluzione del problema casa con una formula che è una via di mezzo fra l’affitto e l’acquisto della casa e che consente nel presente di avere una casa in affitto, ma che nel futuro diventerà un’abitazione di proprietà. Vi abbiamo già spiegato come funziona, ma repetita iuvant, ovvero le notizie ripetute giovano perché riescono a chiarire meglio le idee un po’ confuse su un tema così importante.

Dunque, vengono stipulati contestualmente due contratti: un contratto di locazione a un canone superiore a quello di mercato e un contratto di opzione nel quale è previsto che l’inquilino, alla scadenza che in genere cade dopo tre anni e a un prezzo già stabilito, avrà la possibilità di acquistare la casa.

Il canone di locazione è maggiorato rispetto a quello di mercato perché una metà viene accantonata per farne uso nel caso in cui l’inquilino decida di esercitare l’opzione di acquisto. Infatti, il prezzo pattuito per il futuro acquisto è pari alla differenza tra il prezzo di listino già concordato e la somma degli importi accantonati.

Naturalmente, l’affitto a riscatto presenta vantaggi e svantaggi che ognuno deve valutare attentamente in base alle proprie vedute e alle proprie esigenze. L’affitto con riscatto è vantaggioso per chi non dispone di un acconto per l’acquisto immediato dell’immobile oppure desidera rimandare il mutuo in un secondo momento, per chiedere alla banca un mutuo di importo inferiore. Poi c’è un vantaggio fiscale, perché l’Imu continua a pagarla il proprietario e inoltre l’inquilino futuro proprietario fa un acquisto a prezzo bloccato al momento della stipula del contratto.