L’estate è la stagione degli insetti, ovunque: a casa o in vacanza, al mare o in montagna o al lago c’è sempre il rischio di punture d’insetti.

Di solito non sono pericolose, a meno che il bambino non venga punto proprio in bocca o che soffra di allergie e, in tal caso, potrebbe avere una reazione allergica. Comunque, basta intervenire in modo opportuno e secondo i casi per evitare eventuali complicazioni.

Le punture di api e vespe, ad esempio, sono dolorose e provocano gonfiore. Ma, al contrario della vespa, l’ape lascia il pungiglione e il veleno. Cosa fare in questo caso? Se il pungiglione è abbastanza visibile, cerca di estrarlo con l’unghia oppure con un oggetto appuntito. Fai un impacco freddo per alleviare il dolore e il gonfiore e, se possibile solleva la parte colpita. In ogni caso, è meglio portare subito il bambino dal medico.

Se il pungiglione dell’insetto è conficcato in bocca, devi intervenire immediatamente, per evitare che la parte colpita si gonfi impedendo al bambino di respirare. Dagli un cubetto di ghiaccio o un ghiacciolo da succhiare o fagli bere molta acqua fredda, se il bambino ha poco più di un anno. In tal caso, però, portalo subito al pronto soccorso oppure chiama l’ambulanza.

Per le punture di zecche, invece, l’intervento di soccorso è diverso. Le zecche, come sai, sono simili ai ragni, si trovano di solito nell’erba e nei boschi. Durante una passeggiata attraverso un sentiero boscoso, possono attaccarsi alle gambe e alle braccia del bambino. Devi cercare di togliere l’insetto immediatamente, perché potrebbe causare infezioni.

Le zecche non procurano dolore quando pungono, ma succhiano il sangue e possono gonfiarsi, fino a diventare grandi come un pisello. Cosa devi fare: fai gocciolare dell’etere etilico o dell’olio di vaselina sull’insetto per soffocarlo, così lascia la presa e si distacca da solo. Non cercare di togliere la zecca tirandola in modo brusco. Se la zecca è molto piccola, puoi usare l’ago, poi lava la parte colpita con acqua calda e sapone. Se una parte della zecca rimane attaccata al corpo del bambino, consulta subito un medico, ovunque ti trovi.