Un annegamento può capitare in casa, in piscina, al mare, ovunque. Un bambino può annegare anche in 5 centimetri d’acqua. Ecco perché bisogna sorvegliarlo molto quando c’è acqua nei dintorni.

Non perderlo mai di vista e non farlo allontanare neppure per un attimo, che sia vicino ad una piccola piscina gonfiabile o nei pressi della vasca da bagno e al mare soprattutto. Anche se sa nuotare, stagli sempre vicino, soprattutto se vuole nuotare insieme ad altri bambini. E se andate in barca, fagli indossare sempre il giubbotto salvagente.

Se poi, nonostante la tua attenta sorveglianza, capita quello che temi, cerca di aiutarlo subito. E anzi ti conviene seguire una sorta di preparazione di pronto soccorso per saper intervenire subito in caso di emergenza. Devi sapere, ad esempio, che se il bambino beve un po’ d’acqua perché è andato sotto superficie, in genere si libera spontaneamente con un colpo di tosse.

Può capitare, invece, che l’acqua sia molta e che il bambino sia stato sotto un po’ più a lungo. In questo caso la situazione è complessa e il bambino rischia un arresto cardiocircolatorio. Se il tuo bambino non sa nuotare, cerca di raggiungerlo senza entrare nell’acqua dove non tocchi, servendoti di un oggetto o di una cintura.

Cerca di calmarlo, quando lo raggiungi entrando preferibilmente da dietro e soprattutto non spaventarlo. Sarai certamente agitata, ma non trasmettere al bambino la tua ansia. E se l’acqua è profonda, metti una mano sotto il mento del tuo bimbo, in modo che il naso e la bocca siano fuori dall’acqua, poi trascinalo verso la riva.

Quando respira, togligli i vestiti bagnati e coprilo, per prevenire l’ipotermia. Comunque continua a controllare se respira. Se invece non è cosciente e se l’annegamento è leggero, metti il bambino su un fianco o a faccia in giù per impedire che l’acqua o il vomito vadano a finire nei polmoni. Se il bambino si era tuffato, controlla che non si sia fatto male al collo. Portalo fuori dall’acqua come se testa e collo fossero un unico blocco, ma fatti aiutare da qualcuno.

E soprattutto, anche se apparentemente il bimbo sta meglio, consulta un medico, anzi fallo visitare subito da un medico. Se è rimasta acqua nei polmoni, questa va subito eliminata, quindi serve subito l’aiuto del medico, perché il bambino potrebbe aver bisogno di essere curato per shock o ipotermia.