È un momento assolutamente strano per Emilio Fede, colpito nel bel mezzo di una cena da Gian Germano Giuliani e accusato dall’Italia dei Valori di istigazione a delinquere. Il direttore del TG4, in ogni caso, non ce la fa proprio a risultare simpatico, tanto che su Facebook si sono scatenati tutti e Fede ha chiesto la chiusura del social network.

Partiamo dalla rissa con Gian Germano Giuliani, accaduta un paio di sere fa, della quale non si sono ancora comprese le ragioni. Quella più accreditata è che la ruggine fosse nei confronti non tanto di Fede, quanto di Stefano Bettarini, seduto al tavolo del giornalista, che è stato supposto essere il motivo della fine del terzo matrimonio di Giuliani.

Intanto, però, Giuliani si è anche scusato con Fede, spiegando che si è trattato di un gesto istintivo, per qualcosa che era accaduto nei giorni scorsi e che forse lo stesso Giuliani aveva persino frainteso. Ma Fede appare irremovibile e querelerà per danni fisici, morali e in termini di immagine:

Non ho nessuna intenzione di scusarlo, le sue sono lacrime di coccodrillo: lui chiede scusa e io chiederò ai miei legali di presentare la querela. Le sue sono scuse formali, mentre io a momenti faccio la fine del tassista. È troppo facile così! Consigliato dai legali Giuliani chiede scusa ora che la situazione si complica, non mi pare il modo, il suo è un mettere le mani avanti, ma io ho riportato conseguenze psicologiche, fisiche e di danno all’immagine.

E il giornalista ha anche l’ardire di paragonarsi al tassista Luca Massari, colpito a morte e defunto dopo settimane di agonia, per aver inavvertitamente investito un cane:

Chi ha aggredito il tassista non voleva ucciderlo ma menarlo, lui mi ha preso a pugni in faccia, qual è la differenza tra i due casi?

Infine Fede se la prende anche con Facebook, invocando la censura, a seguito di tutti i commenti ricevuti dopo la sua aggressione:

Una società civile dovrebbe chiudere Facebook, che è una realtà delinquenziale all’origine di episodi drammatici. In due anni ho depositato 38 denunce per minacce e da tempo viaggio sotto scorta, non mi interessano le minacce, tantomeno quelle fatte da imbecilli su Facebook, che non vedo e non seguo.

Questa del popolo civile sembra essere un’espressione ricorrente, utilizzata dal giornalista per affermare che i manifestanti contro la riforma Gelmini dovrebbero essere malmenati. Se il “popolo civile” resta solo una parola, e non un esempio di reale civiltà, difficilmente Fede si potrà aspettare amore da parte del pubblico, amore che invece era tributato a molti giornalisti del passato, come Andrea Barbato, Indro Montanelli ed Enzo Biagi.

Così, Massimo Donadi dell’IDV ha visto gli estremi per una denuncia nel servizio di Fede sulle proteste studentesche:

Emilio Fede ha passato il segno. Si è spinto oltre i limiti del servilismo anche oltre quelli della diffamazione ed è arrivato all’istigazione alla violenza. Nell’edizione di ieri, commentando gli scontri davanti al Senato, ha detto che gli studenti sono “gentaglia” e che “il popolo civile dovrebbe intervenire e menarli perché questi capiscono solo di essere menati”. Parole vergognose che meritano la più ferma condanna. Presenteremo esposti all’Agcom e denunceremo Fede per istigazione a delinquere alla procura della Repubblica. Questo modo di esprimersi è intollerabile per chiunque, inaccettabile da parte di un direttore di telegiornale nazionale, per questo chiediamo anche l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti.