Nella giornata di ieri, i media internazionali sono stati catalizzati dalla tragica vicenda che ha coinvolto una flotta di aiuti umanitari e l’esercito israeliano. Un gruppo di attivisti pacifisti, tra cui diversi italiani, si stava dirigendo verso la striscia di Gaza, con l’intento di portare aiuti e generi di prima necessità alle popolazioni del luogo. L’esercito di Israele, sentendosi minacciato dall’arrivo di questa flotta, ha però deciso di aprire il fuoco contro le imbarcazioni e i loro equipaggi, provocando diverse vittime tra gli attivisti.

Tralasciando considerazioni di tipo politico, vale la pena di sottolineare come gran parte dei media nazionali abbiano dimostrato un certo stupore di fronte a questa azione militare, considerandola esagerata e violenta. Fa tuttavia eccezione Emilio Fede, il quale propone al TG4 una propria versione personale dei fatti.

Imboscata violenta da parte di militanti abili a brandire le armi. Ogni soldato è stato aggredito da una decina di persone.

Secondo la curiosa versione del TG4, supportata dall’intervento telefonico di Aldo Baquis dell’ANSA, i militari sarebbero stati accerchiati da agguerritissimi pacifisti, i quali sarebbero stati in numero decisamente maggiore rispetto all’esercito israeliano: ogni singolo soldato sarebbe stato vittima di violenze da parte di gruppi di una decina di attivisti ciascuno.

La realtà dei fatti, tuttavia, sembrerebbe essere un’altra, considerato come siano proprio i pacifisti a contare feriti, contusi e decessi fra la loro compagine dopo il cruento attacco dell’armata israeliana.

Risulta quindi lecito chiedersi se, di fronte a eventi così violenti che ben superano il dibattito politico, sia davvero il caso di stravolgere l’informazione, fornendo notizie fuorvianti per gli spettatori.