Le donne in televisione sono oggetti o mogli devote. Emma Bonino si è scagliata contro gli stereotipi televisivi, in occasione della presentazione del suo libro “Pensionata sarà lei“. La sua controproposta, per abbattere questo sistema, è quella di creare un osservatorio, che garantisca la dignità femminile in TV.

Parlando di crisi economica e di occupazione, la Bonino ha detto:

Ciò che ci spinge indietro è soprattutto l’industria culturale televisiva. Bisogna pretendere la creazione di un osservatorio sugli stereotipi di genere in Rai e Mediaset, che esiste già in molti paesi europei.

Che la televisione italiana, ma anche il cinema, non fosse troppo indulgente nei confronti delle donne, ritraendole come delle figure stereotipate che mostrano solo un lato di loro stesse, non è una novità. Esistono molti studi, ad esempio, sulla pubblicità, in particolare degli anni ’80, che spiegano come e perché avveniva questo processo.

Ma di strada ne abbiamo fatta tanta finora e, a giudicare anche dai commenti dei lettori di questo blog, sono in molti a rifiutare la figura della donna oggetto, in abiti succinti, che cede a volgarità gratuite. Ma d’altra parte, le donne non sono neppure figure angelicate, ma persone reali. Raramente questo emerge, perfino nei reality show: chi si è costruito un personaggio lo porta all’eccesso, senza fare emergere molti lati della personalità femminile, che restano inevitabilmente nascosti.