Dopo le ultime vicende che l’hanno vista protagonista, il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna è tornata al lavoro e stamattina, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, ha firmato, insieme a Emma Bonino, leader dei Radicali e Vice Presidente del Senato, il petalo rosa, simbolo della campagna mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, promossa in Italia da Aidos e Amnesty International.

Una firma bipartisan dunque, contro il fenomeno che ogni anno mette a rischio circa 3 milioni di bambine nel mondo. In Europa sono 500.000 le donne vittime in qualche modo di mutilazioni genitali, e solo in Italia 38.000 immigrate con regolare permesso di soggiorno hanno subito questa violenza nei Paesi di origine. Alla richiesta quindi di Aidos e Amnesty di poter offrire diritto di asilo in Italia per queste persone, la Carfagna ha risposto cosi:

L’Italia è in prima linea nella lotta alle mutilazioni genitali femminili e nella richiesta di una risoluzione dell’Assemblea generale dell’Onu per metterle al bando, grazie anche alla sensibilità del ministro degli esteri Franco Frattini. Speriamo di convincere i Paesi africani, finora piuttosto tiepidi

Solidali allo stesso modo le parole della Bonino:

Questo è un momento cruciale della campagna contro le mutilazioni; vogliamo una risoluzione entro l’anno. Cambiare si può: su 29 Paesi dove si praticano le mutilazioni genitali femminili, 19 hanno ottenuto una legge nazionale di interdizione

In occasione di questa giornata, inoltre, sono molte le iniziative intraprese, tra cui quella francese contro gli stupri, per cui tutte le donne sono vestite in gonna, o quella vicentina che impegna i panifici locali a distribuire sacchetti con su scritta questa frase a difesa delle donne:

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