La prima donna al Quirinale nella Storia. Potrebbe essere il titolo di una fiction, perchè la sola idea ha poco di reale, ahimè (anche se sarebbe un bel bis dopo la Boldrini alla Camera). Eppure negli ultimi giorni circolano nell’etere diversi nomi femminili che potrebbero stanziarsi al Colle: uno su tutti, Emma Bonino.

Personalità internazionale forte e riconosciuta, tante battaglie combattute in passato per diritti, libertà e laicità e un indice di gradimento altissimo sia in Italia che all’estero. Una donna con gli attributi al loro posto. Una donna che potrebbe rappresentarci nel mondo. 

Ecco, sono le implicazioni di tale deputazione a farmi riflettere e, sì perchè no, emozionare. In effetti passeremmo automaticamente da Paese misogino e piuttosto maschilista, a luogo quasi democratico o comunque non privo di dignità politica, sociale e morale. Il resto del mondo insomma avrebbe un motivo moderno per stimarci. (E questo malgradole presunte dichiarazioni del nostro nuovo Papa sulle donne in politica).

Perchè al di là della nostra gloriosa Storia, degli antichi Romani, del Rinascimento, dell’arte, dei paesaggi e della pizza, risultiamo ad occhi esterni un Paese retrogrado e corrotto. Per la serie “non si può vivere di rendita per sempre”, sarebbe ora di svegliarsi. E la sola idea di una Emma Bonino al Colle fa sperare di non dover usare lo snooze all’infinito. La sveglia suona da un po’ gente e con un motivetto piuttosto fastidioso. Sarebbe ora di finire di posporla di altri cinque minuti.

Anche se, tornando sulla terra e soprattutto sul suolo italico, un risveglio c’è eccome, e molto brusco: la stessa Bonino non crede più nella sua elezione al Quirinale (in realtà ipotizzata già dal lontano 1999), perché “conosce i meccanismi del Paese” ha detto in un’intervista a Radio24. L’unica speranza è un “mai dire mai” molto fatalista e poco concreto.

La guerra mediatica alla reputazione della Bonino poi è già iniziata: Marco Travaglio ricorda all’Italia in modo poco carino suoi trascorsi con Berlusconi e Forza Italia, ma i radicali passano subito al contrattacco. Quanto ancora dovranno durare queste sterili battaglie idealiste? Possibile che nessuno capisca quanta forza ha un simbolo?

Perchè una donna al Colle (così come tuttele donne in politica) sarebbe questo: un simbolo, un messaggio, un segnale di cambiamento. Non sarà la Bonino? Ok. Ne circolano altri di nomi femminili: che siano presi in considerazione. Basta che poi a rappresentarci non finiscano personaggi di dubbia intelligenza. Donne sì, ma fesse no. Anche se tra un uomo stupido e una donna stupida è sempre meglio quest’ultima: un uomo stupido (in politica) ormai non sarebbe più un simbolo. Nè tantomeno una novità.