Al Festival di Sanremo sono presenti ben tre salentini: Emma Marrone, Dolcenera e Pierdavide Carone, tre artisti con tre diverse anime musicali.

Emma Marrone, Dolcenera e Pierdavide Carone hanno portato il Salento sul palco del Festival di Sanremo: segno, almeno questo, che l’annuale gara canora sa unire l’Italia da Nord a Sud.

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Il Festival è stato inaugurato da Dolcenera, prima cantante in gara. La mora di Galatina ha calcato il palco dell’Ariston con la sua canzone “Ci vediamo a casa”. Capelli verdi, abito luccicante e tacchi vertiginosi, l’esile figura di Dolcenera ha fatto esplodere la sua potente ma delicata voce rock: il suo pezzo è già orecchiabile, tutto giocato su un ritmo incalzante, su chitarre elettriche e sui vocalizzi caldi che hanno fatto la fortuna della cantante. Il testo parla d’amore, ma sullo sfondo della realtà italiana di oggi, così vacillante per i giovani.

Emma Marrone aggredisce letteralmente il palco con “Non è l’inferno”. La giovane salentina, reduce dalle sue partecipazioni a Se non ora quando? e dalle sue focose dichiarazioni, si fa portavoce del disagio sociale e politico del Paese. La sua canzone unisce l’anima nazional-popolare di Sanremo ad una vena rock molto più incisiva di quella di Dolcenera.

Emma, indubbiamente, col suo look anni Ottanta e il suo cortissimo e smagliante abito verde, è riuscita a bucare lo schermo e a ottenere un sonoro applauso: la sua esibizione è apparsa tra le più interessanti della serata, assieme a quella raffinata e diametralmente opposta di Nina Zilli. Sul sito della Rai, il video dell’esibizione di Emma è cliccatissimo (i “Mi piace” superano già il migliaio): per questo si presenta come la superfavorita di questa edizione del festival.

Pierdavide Carone duetta con Lucio Dalla, che dirige anche l’orchestra, per il pezzo “Nanì”. Storia d’amore d’altri tempi, “Nanì” è ricco di ritmi e sonorità in stile Dalla che, però, sa anche sapientemente inserire alcuni spunti molto meridionali e, in particolare, salentini.

Tre pugliesi e tre diversi modi di cantare: ma tutti e tre sono accomunati dal racconto del “mondo senza eroi”, verso e concetto che nelle loro canzoni sanremesi – sarà un caso o no? – ricorre sempre.

Fonte: SudNews