Ha colpito tutti il discorso sul femminismo che Emma Watson ha tenuto di fronte ai membri delle Nazioni Unite. L’attrice inglese, diventata famosa per aver interpretato il ruolo di Hermione Granger nella saga del maghetto Harry Potter, dal luglio di quest’anno è stata insignita della carica di ambasciatrice di buona volontà dall’UN Women (così come da diverso tempo lo è Angelina Jolie), l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di temi quali il ruolo della donna e la parità di genere.

Visibilmente emozionata ma anche molto determinata e appassionata, Emma ha incantato la platea, che ha ascoltato il suo discorso, durato circa dieci minuti, interrompendolo più volte con degli applausi. L’attrice britannica ha introdotto il progetto He For She e ha spiegato il perché ha deciso di essere una femminista: “L’ho deciso quando a 14 anni alcuni organi di stampa hanno iniziato a dipingermi come un oggetto sessuale. Quando a 15 anni alcune mie amiche hanno abbandonato gli sport che praticavano perché non volevano apparire “muscolose”. Quando a 18 anni ai miei amici maschi non era permesso mostrare i propri sentimenti“.

Galleria di immagini: Emma Watson nuda e senza make up per Global Green e Natural Beauty

Il discorso diventa anche un veicolo per porsi alcune domande su cos’è oggi il femminismo: “Le mie ricerche più recenti mi hanno dimostrato che “femminismo” è diventata una parola impopolare. Le donne si rifiutano di identificarsi come femministe. A quanto pare, io sono tra le schiere di donne le cui parole sono percepite come troppo forti, troppo aggressive, isolanti e anti-uomini, persino non attraenti. Perché è diventata una parola tanto scomoda?”.

Infine, Emma si rivolge direttamente agli uomini e li chiama in causa: “Uomini. Vorrei cogliere quest’occasione per estendervi un invito formale. La parità di genere è anche un problema vostro. Perché fino a questo momento, ho visto il ruolo di mio padre considerato meno importante dalla società, nonostante da piccola avessi bisogno della sua presenza tanto quanto quella di mia madre. Ho visto giovani uomini affetti da malattie mentali, incapaci di chiedere aiuto per paura di apparire meno virili, o meno uomini. Infatti, nel Regno Unito il suicidio è la prima causa di morte degli uomini tra i 20 e i 49 anni, eclissando incidenti stradali, cancro e malattie cardiache. Ho visto uomini resi fragili ed insicuri dalla percezione distorta di cosa sia il successo maschile. Neanche gli uomini beneficiano dei diritti della parità di genere. […] Voglio che gli uomini prendano su di sé questo impegno, così che le loro sorelle, madri e figlie possano essere libere dai pregiudizi, ma anche perché anche i loro figli possano avere il permesso di essere vulnerabili e umani. Rivendichiamo quelle parti di loro che hanno abbandonato e così facendo permettere loro di essere una versione più vera e più completa di loro stessi”.

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