Lavoro e sentimenti, non sempre sono termini che si coniugano incondizionatamente, soprattutto se a manifestarli apertamente sono le donne. A tal proposito è giusto chiedersi: quali sono le emozioni che possono trapelare nell’ambiente di ufficio, e quali evitare per non essere etichettate?

Sul luogo di lavoro è più conveniente, ad esempio, prendere tutte le situazioni di petto per non far emergere lo spettro delle emozioni? Il sesso debole, proprio per sua natura, tende maggiormente a lasciarsi andare alle trepidazioni del cuore, ma i rischi non sono pochi.

Molte donne manager, ad esempio, in ufficio combattono molto per evitare di essere etichettate come sentimentali e preferiscono farsi definire robotiche, regine di ghiaccio: sono figure dietro le quali nascondersi, ma in questo modo si acquista una sicurezza simile a una bolla di sapone.

Difficilmente si riesce a trovare una via di mezzo quando si tocca la sfera emozionale, rischiando quindi di spingersi troppo in una direzione o nell’altra, diventando eccessivamente emotive o, al contrario, fredde e calcolatrici.

Perfino esternare troppo la propria soddisfazione e allegria potrebbe essere un problema, e mostrandosi così agli occhi dei colleghi o del datore di lavoro si può essere giudicate come poco professionali o addirittura frivole. Alcuni sostengono che gli unici sentimenti concessi sono la felicità dopo una vittoria e l’orgoglio, che tendono ad aggiungere alla professionalità acquisita maggior sicurezza.

Al contrario, per una donna essere triste sul posto di lavoro per qualcosa che accade personalmente è un tabù, nel senso che si rischia di essere descritte come esseri deboli. Paradossalmente, se la donna non si mostra compassionevole ed empatica verso situazioni poco piacevoli che riguardano da vicino altre persone, allora viene giudicata come una persona senza cuore.

La rabbia che sorge da una delusione professionale, invece, denotando passione e desiderio di eccellere nelle questioni lavorative, è un sentimento che sul lavoro è concesso anche a una donna: si tratta di un atteggiamento che ben si addice a un leader carismatico che si sente impegnato. Ma attenzione, non viene invece accolta nella stessa maniera la rabbia sorta da pura irrazionalità o delirio di potere senza alcun fondamento: questo può essere interpretato come sentimento semplicemente ridicolo.

Altra emozione tabù sul lavoro è la paura: mai averne, o meglio, mai mostrarla apertamente. Può voler dire che non si è padroni della situazione e delle proprie convinzioni e reazioni, soprattutto se si è a capo di un team che ha bisogno di essere guidato con mano sicura.

Fonte: Thegrindstone