C’è chi attribuisce alle rinnovabili l’aumento delle bollette energetiche. Ma quanto c’è di vero in questa ipotesi? Per una risposta a questo interrogativo che molti si pongono, Legambiente ha analizzato le voci che compongono la bolletta media di una famiglia italiana nella casa in cui dimora abitualmente. In realtà, gli incentivi vecchi e nuovi a fotovoltaico, eolico e biomasse pesano sulla bolletta per il 10% circa dei costi.

Secondo Andrea Poggio, vice direttore nazionale di Legambiente, ”l’aumento delle bollette dall’inizio dell’anno è dovuto in primis al prezzo del petrolio e al deprezzamento dell’euro e inoltre è stato di 49 euro sulla bolletta media, mentre per le rinnovabili si prevede un aumento di 20 euro a partire dal 1° maggio. E mentre il petrolio crescerà ancora, per le rinnovabili si prevede un aumento massimo a fine anno solo di qualche euro. L’aumento dei costi, quindi, non è da attribuire tutto alle rinnovabili”.

Anche perché le rinnovabili che usufruiscono degli incentivi statali oggi producono il 10% dell’energia elettrica e ci costano 48 euro all’anno, ovvero il 10% della bolletta. Il dato è in crescita, ma peserà sempre meno rispetto al costo delle vecchie fonti di energia, del petrolio, degli inceneritori, delle raffinerie e degli impianti a carbone. E da considerare, inoltre, che la crescita delle rinnovabili ha fatto abbassare il prezzo dell’energia nelle ore di punta, quando l’energia delle centrali termoelettriche meno efficienti costava di più.

Da considerare poi che la bolletta viene arrotondata dalle tante voci che che con la bolletta non c’entrano per niente. Ad esempio, determinati regimi tariffari delle ferrovie, le compensazioni sociali delle installazioni elettriche, le tasse e l’Iva che si prendono 67 euro l’anno (13,5% della bolletta). E pensare che l’Iva, che è un’imposta su beni e servizi, viene pagata anche sugli incentivi, che non sono né beni né servizi. Un paradosso incredibile che, fra gli altri che non staremo ad elencare, porta alle stelle la bolletta. L’efficienza energetica negli usi finali costa un millesimo della bolletta. In realtà, fotovoltaico, eolico e biomasse pesano solo per il 10%. Dobbiamo parlare di un ”paradosso fiscale” all’italiana?