Errare è umano, perseverare è diabolico. Ancora una volta il contenitore Domenica 5 tocca il fondo, con immancabili scuse postume che perdono, a lungo andare, di valore.

Questa volta il litigio è derivato da un argomento effettivamente infuocato, ovvero la recente sentenza di Strasburgo che impone la rimozione del crocefisso dalle aule scolastiche italiane. Il Governo presenterà ricorso, nel frattempo il dibattito resta acceso: ne è testimonianza proprio ciò che è accaduto nella trasmissione condotta da Barbara D’Urso.

Il dibattito stava procedendo piuttosto tranquillamente finché Daniela Santanchè, leader del Movimento per l’Italia, non ha accusato Maometto di pedofilia, deviando così l’argomento della trasmissione:

Maometto per noi era poligamo e pedofilo, perché aveva nove mogli e l’ultima di nove anni.

Immediata la risposta di Ali Abu Schwaima, presidente del Centro Islamico di Milano:

Noi vogliamo parlare di cose serie, non delle sue schifezze. Ecco l’ignoranza sua e di tutti quelli come lei, che non hanno altri argomenti per controbattere quel che dico.

Come riporta La Repubblica, in serata sono giunte le scuse della D’Urso, appuntamento consueto per la sua trasmissione:

A Domenica Cinque si è svolto oggi un dibattito molto acceso sul crocefisso e sono state anche purtroppo usate espressioni offensive nei confronti della religione islamica che io non posso in nessun modo approvare e dalle quali mi dissocio insieme a tutto lo staff del programma. Un dibattito anche molto acceso deve sempre avere come limite il rispetto per le opinioni e le fedi di tutti.

Di seguito, il video relativo a quel frammento di trasmissione: