Con l’imminente approvazione della nuova lista dei servizi essenziali per i pazienti da parte del Ministro della Salute Renato Balduzzi, il parto indolore diventerà realtà in tutti gli ospedali italiani.

L’epidurale gratis – un miraggio in molte strutture nazionali – rientra infatti all’interno dei nuovi LEA (livelli essenziali di assistenza) attualmente al varo del Ministero e pronti a far parte di un nuovo albo composto da 109 malattie rare, con la conversione a “croniche” di alcune patologie considerate rare, come la celiachia.

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Oggi, ad esempio, il parto indolore è accessibile – spesso solo nelle ore diurne – solamente nel 20% delle strutture ospedaliere della penisola, e di sovente previo pagamento (da 50 a 250 euro negli ospedali pubblici e fino a 2mila euro nelle cliniche private).

Ben l’85% delle mamme, quindi, continua a partorire senza poter usufruire dell’epidurale nonostante già diversi anni fa il Governo sancì il diritto donne di scegliere come mettere al mondo un figlio, senza tuttavia stanziare le risorse adeguate. Con l’entrata in vigore dei nuovi LEA, infatti, le strutture ospedaliere avranno bisogno di fondi per garantire le prestazioni degli anestesisti 24 ore su 24 e attuare un serio programma di corsi preparatori, utili per informare le coppie di futuri genitori su tutti i dettagli e i possibili, anche se rari, effetti collaterali.

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L’analgesia epidurale non limita la percezione del parto e consente alle future mamme di vivere pienamente l’esperienza del parto, e proprio da qui deriva il successo di questa anestesia in numerosi paesi Europei.