Lucio Dalla non potrà lasciare nulla al compagno Marco Alemanno, perché le sue volontà non sono state registrate in un testamento. Gli averi del compianto musicista ammontano ad alcune decine di milioni di euro comprese delle ville, come una a Bologna Milo e due alle isole Tremiti. Il fatto di cronaca dovrebbe comunque riportare giustamente in auge la questione dei diritti delle coppie di fatto.

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E mentre Marco Alemanno lamenta di non potersi muovere autonomamente tra le proprietà e, anzi, di essere confinato nella villa di via D’Azeglio, sta di fatto che la prematura morte di Lucio Dalla potrebbe portare alla dissoluzione di quelle che potevano essere le sue volontà, ossia la costituzione di una fondazione.

Il curatore dell’eredità di Lucio Dalla Massimo Gambini ha spiegato:

«Aspetto una comunicazione ufficiale in merito a quello che è un atto dovuto, con il quale gli eredi entrano effettivamente in possesso del patrimoni che, a questo punto, non è più pendente.»

Pare dunque che l’eredità passerà nelle mani di cinque cugini, ma la vera domanda è: si costituirà davvero questa fondazione secondo il solco tracciato dal cantautore amato da tutti? Intanto, non è certo che la proprietà dell’immobile di via D’Azeglio venga trasferita alla fondazione, anche se ultimamente i cugini eredi sembrano orientati a tener fede alla promesse fatte fin dal primo momento della scomparsa di Dalla. Tra qualche giorno si dovrebbe giungere a una conclusione della vicenda.

Fonte: Il Sole 24 Ore.