L’ernia ombelicale nel neonato, si stima, può colpire fino al 20 per cento dei lattanti, ma l’aspetto positivo di questo fenomeno è che in genere tende a scomparire da solo entro massimo il ventiquattresimo mese di vita del piccolo. Il genitore può riconoscere un episodio di ernia ombelicale piuttosto facilmente perché la stessa compare come una sorta di tumefazione posizionata a livello dell’ombelico.

Perché compare l’ernia vicino l’ombelico del neonato? Ciò può accadere perché i muscoli dell’addome del bambino non hanno ancora proceduto a saldarsi fra di loro o perché vi è un difetto di chiusura della parete addominale in seguito alla caduta del cordone ombelicale. Questo fa sì che i muscoli lascino aperto un varco da cui poi può fuoriuscire il viscere, dando così origine all’ernia ombelicale. Per tutte queste ragioni, tale tipo di ernia non si può considerare come una patologia ma solo e semplicemente come un fenomeno che tende a scomparire senza alcun tipo di intervento, almeno nella maggior parte dei casi.

Ernia ombelicale nel neonato: sintomi

Nonostante l’ernia tenda a scomparire, generalmente, da sé, essa può comportare alcuni disturbi nel neonato. Quello più frequente è sicuramente il dolore o fastidio, cui di solito si accompagnano bruciore sulla zona oppure un gonfiore piuttosto evidente. Il dolore e il fastidio tendono poi a diventare più acuti in caso di tosse, starnuti, di pianto oppure quando si sta in posizione eretta. In alcuni casi l’ernia ombelicale potrebbe causare disturbi di tipo intestinale oppure dispeptici.

Ernia ombelicale nel neonato: cura

Come già anticipato, nella maggior parte dei casi non occorre intervenire perché l’ernia ombelicale nel neonato, col tempo, tenderà a regredire da sola. Qualora ciò non dovesse accadere la situazione verrà tenuta sotto controllo e i medici decideranno come intervenire. Per i bambini che hanno meno di tre anni di età la situazione viene monitorata: l’ernia potrebbe ancora regredire spontaneamente e ad ogni modo si preferisce non intervenire ancora chirurgicamente, anche perché questo tipo di ernia raramente porta a complicazioni (rispetto a quella inguinale). La situazione cambia dopo che il bambino ha compiuto tre anni di età: nel caso in cui l’ernia fosse ancora presente e sia addirittura aumentata di volume, i medici potrebbero decidere di intervenire. Ad ogni modo l’intervento, considerato di routine, avviene in genere in day hospital e raramente il piccolo resta in ospedale per una notte di osservazione.

Qualora si dovesse arrivare all’intervento chirurgico di rimozione, questo si effettua praticando una piccola incisione sotto all’ombelico e facendo uscire l’ernia. L’operazione si conclude applicando alcuni punti che favoriranno la cicatrizzazione della ferita.