Una seduta troppo noiosa alla Camera dei Deputati? Un emendamento troppo complesso da discutere e approvare? Nessun problema: da oggi la tecnologia di Apple arriva in soccorso degli stanchi deputati del Parlamento Italiano. Proprio ieri Simeone Di Cagno Abbrescia, politico delle fila del Pdl, ha dato dimostrazione di queste interessanti evoluzioni della tecnica, sfogliando con una certa frenesia un servizio di prostitute online tramite il proprio iPad.

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A immortalarlo è stata la rivista Oggi: la news ha già fatto capolino non solo sulle testate nazionali, ma anche all’estero. Già sotto l’occhio attento dei media internazionali per via dello scandalo Ruby Rubacuori, ora il nostro Paese ha dimostrato come le escort non solo possano essere scelte dalla lunga coda di showgirl che affolla i provini delle TV private, ma anche pescando in quel grande mare che è la Rete.

E così, anziché prestare attenzione a un voto di fiducia, i nostri deputati possono ora scegliere se passare la notte con “Dolly 39” spendendo solo 1.000 euro, oppure lasciarsi andare alle attenzioni di Daisy, che di euro ne vuole 385 per tre ore di infuocata passione.

Di Cagno Abbrescia, ex sindaco di Bari, ha giustificato questa figura barbina facendo appello alla poca esperienza informatica. La navigazione sul sito hot, afferma, è stata del tutto casuale:

“Stavo guardando le mie email quando una finestra si aperta e non ho potuto fare a meno di guardare le foto di quelle belle ragazze. Ero solo curioso. Ho ricevuto l’iPad da poco e non sono ancora bravo a usarlo.”

Interessante chiedersi quale fosse il sito istituzionale visitato o l’urgente mail a cui rispondere. In genere, in Rete pop-up e servizi a contenuto XXX vengono proposti con una certa insistenza durante la navigazione su siti affini. Difficile pensare, di conseguenza, che la bella Daisy sia apparsa sullo schermo visitando la home page del Quirinale o rispondendo a un messaggio di lavoro. Non resta che attendere il prossimo scandalo sessuale della politica: chissà che, per par condicio, il prossimo a farsi scovare in atteggiamenti pruriginosi non sia un utente Android.