Esercitare il cervello? Si, non è uno scherzo ma un’azione che dovremmo fare spesso, in generale in funzione della salute fisica e cognitiva. L’esercizio fisico regolare è uno dei modi migliori per ridurre il rischio di malattie, ad esempio rafforza il sistema immunitario e mantiene un corpo sano e in forma. Una ricerca condotta da alcuni studiosi indica che la sudorazione regolare addirittura può aiutare a mantenere in forma il cervello.

Pertanto la scienza mostra, grazie a degli studi di settore, che l’attività aerobica è in grado di migliorare i processi mentali quali la pianificazione e il multitasking; e ancora combatte la distrazione e le associazioni mentali (ad esempio il nome delle strade, il volto di una nuova conoscenza o ricordare dove aver lasciato le chiavi). Tale studio è stato condotto da Michelle Voss, ricercatore del dipartimento di psicologia presso la University of Illinois a Urbana-Champaign e dimostra quindi che l’attività fisica è una sorta di palestra del cervello.

Di conseguenza si può tranquillamente affermare che per migliorare le funzioni celebrali possiamo iniziare proprio dallo sport, facendo anche solo quarantacinque minuti di camminata veloce per tre volte a settimana. Esercitare il cervello è funzionale anche per la concentrazione nello studio e nel {#lavoro}: infatti una ricerca pubblicata sull’International Journal of Workplace Health Management afferma che fare esercizio durante l’ora di pausa pranzo, con una certa periodicità, aiuta le prestazioni lavorative del 15%, oltreché a influenzare positivamente l’umore.

Gli sport da prediligere sono il nuoto, il calcio, la meditazione e lo yoga, salutari soprattutto se praticati per un periodo di tempo minimo di trenta minuti a un massimo di sessanta. In aggiunta è universalmente riconosciuto che è salutare esercitarsi a compiere azioni abituali con la mano che si usa di meno. Una ricerca pubblicata sulla rivista Neuroscience afferma, tra l’altro, che l’attività fisica aumenta la produzione di dopamina, sostanza che svolge un ruolo essenziale nella regolazione delle emozioni e a livello motorio, e che viene incrementata, nel nostro organismo, dal consumo di {#alimenti} ricchi di tirosina e fenilalanina, vale a dire cereali e derivati, legumi secchi, spinaci, carne, pesce, latte e formaggi.

Tale sostanza chimica cerebrale aiuta pertanto l’apprendimento e l’attenzione, importante nei casi di soggetti con sintomi quali deficit dell’attenzione e una spiccata iperattività, e tale scoperta dimostra che esercitare il cervello vuol dire anche nutrirlo. Gli esercizi aerobici hanno dimostrato un miglioramento nei test di memoria proprio grazie alla stimolazione di una proteina nell’ippocampo; inoltre la costanza nel praticare tali esercizi protegge il cervello da “piccoli intoppi” che si verificano con il passare degli anni, aumentando la capacità del cervello di riparare se stesso.

Per di più l’esercizio fisico e mentale del cervello previene le più gravi perdite di capacità cognitiva, come la demenza senile (perdita di memoria collegata alla perdita di capacità cognitiva) e il morbo di Alzheimer, che colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni e in Italia si stimano circa 500 mila ammalati.

A corredo di quanto detto, ecco un fatto davvero sorprendente: alcuni ricercatori dell’università della Columbia hanno scoperto che, in base al tipo di esercizio fisico praticato dalle donne, si possono sviluppare abilità diverse del cervello.

Difatti donne – prese come campione da monitorare – che hanno sollevato pesi due volte a settimana per un anno, hanno ottenuto risultati migliori nei test che misurano l’elaborazione mentale, rispetto a donne che hanno esercitato il proprio cervello con corsi di equilibrio e di tonificazione, che a loro volta hanno migliorato abilità quali le funzioni esecutive e di controllo.

Fonte: fitbie.