Gli esercizi epicondilite servono per combattere la patologia comunemente nota come gomito del tennista, poiché spesso la sua comparsa si verifica in seguito ad un uso eccessivo dello stesso. L’epicondilite è in sintesi un’infiammazione, che interessa i tendini collegati ai muscoli dell’avambraccio (sulla parte esterna del gomito), danneggiati da un uso eccessivo del gomito e soprattutto da un movimento ripetuto e continuo dell’arto.

I sintomi più evidenti di questa patologia sono sia dolore diffuso sia rigonfiamento sulla parte esterna del gomito ma anche la difficoltà ad estendere il polso oppure una debole forza di presa.

Esercizi Epicondilite: le cause

Il gomito del tennista viene causato solitamente dall’abuso di movimenti costanti e ripetuti (ad esempio quello del tennista che muove la racchetta ma anche di altri lavoratori che sono costretti a svolgere professioni in cui vi è necessità di usare in modo ripetitivo i muscoli dell’avambraccio) ma non soltanto. L’epicondilite può anche svilupparsi maggiormente nella fascia d’età che va dai 30 ai 50 anni ma può anche avere delle cause di predisposizione.

Esercizi Epicondilite: quali fare

Per combattere il fastidioso dolore che si avverte quando si soffre di epicondilite, la prima regola dovrebbe essere quella di tenere il braccio a riposo, senza sforzarlo ulteriormente, e di applicare degli impacchi di ghiaccio sulla zona dolorante.

Oltre al riposo e agli impacchi di ghiaccio, per curare il gomito del tennista si possono eseguire anche degli esercizi, che aiutano a recuperare la funzionalità dell’arto e a lenire il fastidio. Ad esempio si può:

  • Allungare il braccio in cui si avverte il dolore e posizionarlo perpendicolarmente al torso, con il pugno chiuso. L’altra mano afferra il pugno e lo spinge in basso per circa venti secondi. L’esercizio va ripetuto almeno cinque volte.
  • Sempre con il braccio dolorante allungato perpendicolarmente al torso, si posiziona l’avambraccio verso l’alto. In questa posizione, il dorso della mano viene posto in modo tale che le dita siano rivolte verso il basso. Con l’altra mano si afferrano le dita e le si spinge verso il corpo, mantenendo la posizione per venti secondo e ripetendo l’esercizio per cinque volte.
  • In posizione seduta, su una sedia, si poggia il polso sul bordo del tavolo, in modo da poter stendere completamente il braccio dolorante, tenendo il palmo della mano rivolto verso il basso. A questo punto, l’altra mano spinge il palmo che poggia sul tavolo in modo tale che questo si pieghi verso l’interno.
  • Tenere un peso nella mano, mentre il palmo della stessa è rivolto verso il basso e il polso poggia sul bordo del tavolo. A questo punto il polso viene portato verso l’alto in modo da rafforzare così i suoi muscoli.