Quante cose da scoprire! Scoprire il come e il perché di certi comportamenti, capire le cause del loro sonno improvviso, ad esempio, oppure perché talvolta non riescono a dormire. Può capitare che a volte il tuo bambino rifiuti ostinatamente di andare a dormire. Devi sapere che tanto una sovrastimolazione quanto una prima fase di sonno non sfruttata possono causare un disturbo del ritmo veglia-sonno.

Cerca di creare un’atmosfera calma e accogliente, canta una ninna nanna, prendilo in braccio e dondolalo dolcemente al ritmo di una musica lenta. Per i bambini sovrastimolati anche questo potrebbe essere troppo. L’unica cosa da fare è metterlo a letto e rimanergli accanto. La camera deve essere tranquilla e silenziosa con luci soffuse. Non prenderlo in braccio appena comincia a lamentarsi. A volte alcuni bambini hanno bisogno di piagnucolare ancora per qualche minuto prima di addormentarsi.

Se poi parliamo di educazione, è un tema su quale ognuno ha la sua opinione. Comunque, al di là dei diversi pareri, l’educazione non va ”imposta”. Per ”educazione” non s’intende un atteggiamento autoritario e l’imposizione di rigide regole. Pertanto sarà il bambino stresso ad indicarvi quando è il momento di cominciare.

Sarà sufficiente osservare le situazioni in cui lui cercherà di imporre la propria autonomia e la propria volontà superando limiti e divieti. Di solito un atteggiamento simile giunge verso il primo anno d’età, quando le sue capacità motorie gli permettono di spostarsi con facilità, gattonando o camminando: comincia allora a disubbidire ad alcuni divieti.

In quel momento sarà necessario definire i primi limiti per scoprire poi che nella pratica non è poi così semplice. La parola magica per l’educazione di un figlio è ”conseguenza”, ovvero il concetto di causa-effetto che spesso sfugge anche a noi adulti. La nostra ”soglia di sopportazione” è spesso determinata, in una certa misura, dal nostro umore e dalla nostra indole: un giorno abbiamo molta pazienza e il giorno dopo ci innervosiamo per nulla.

Non è una cosa di cui preoccuparsi, finché non diventa un’abitudine. In questo caso, infatti, il bambino ne rimarrebbe confuso e non riuscirebbe a capire ciò che si vuole da lui. All’inizio, dunque, è meglio non proibire troppo, ma insegnare attraverso il concetto di causa-effetto, controllare i nostri umori e di conseguenza la coerenza dei nostri comportamenti che influenzano il bambino.