Un morto e alcuni feriti, di cui uno molto grave. È questo il bilancio attuale dell’esplosione avvenuta alle ore 14.00 nella centrale nucleare di Marcoule, situata nella città Chusclan appartenente al dipartimento della Gard, nella regione francese della Linguadoca-Rossiglione. A causare l’incendio, secondo quanto dichiarato dalla prefettura e dai Pompieri immediatamente accorsi nel sito, sarebbe stato un forno utilizzato per il trattamento delle scorie di una filiale di EDF, depositato in un magazzino di stoccaggio e quindi lontano dal cuore della centrale.

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Benché subito si sia temuto per un’eventuale fuoriuscita di gas radioattivi, a smentire le preoccupazioni è stato un portavoce della CEA, il Commissariato dell’energia atomica, che ha confutato le voci e tranquillizzato gli animi.

Stessa conferma è arrivata dai Vigili del Fuoco i quali, dopo aver rapidamente eretto un perimetro di sicurezza intorno alla struttura, hanno negato la presenza di materiale radioattivo all’esterno della {#centrale nucleare} e il costante monitoraggio dell’aria.

Nonostante le rassicurazioni, anche la Protezione Civile italiana si è subito attivata per rilevare l’eventuale presenza di fughe tossiche nell’ambiente; come quanto sta accadendo in Francia, al momento la situazione sembra completamente sotto controllo. A rendere necessari monitoraggi in territorio nazionale è stata la relativa vicinanza con il sito di Marcoule, il quale dista poco più di 200 Km da Ventimiglia e circa 300 da Torino.

Fonte: Adnkronos