Nulla di più complicato che svestirsi rimanendo vestiti. L’estate è nel pieno del suo caloroso abbraccio, ma gran parte delle persone va ancora in ufficio tutti i giorni. E se per molti di loro l’abbigliamento è un problema secondario, per chi va in ufficio o ancora di più per chi fa fronte office bisogna mantenere uno stile adeguato. Un sondaggio di InfoJobs ha stilato il dress code estivo.

La società di recruiting ha avuto gioco facile nell’ascoltare il parere delle molte persone che rientrano nei suoi contatti (offerte di lavoro, curriculum) e cercare di capire quali sono gli elementi accettabili e quelli assolutamente negativi per un comune utente o tra colleghi.

Prima grande differenza tra uomini e donne: per queste ultime c’è più via libera, ma anche più attenzione da riporre. Per gli uomini sbagliare è più difficile: basta non avere i capelli troppo lunghi (il 61% non li sopporta) presentarsi in infradito e (terribili!) bermuda (64%).

Le donne, invece, dovrebbero evitare, secondo il sondaggio, minigonna (39%), abiti succinti e scollati (19%) e scarpe da tennis (18%), ma soprattutto il trucco e l’acconciatura possono fare la differenza, o il profumo eccessivo, per più di un terzo delle persone.

In generale, tra le 450 persone intervistate, solo il 7% pensa che ognuno sia libero di indossare quel che vuole, mentre quasi tutti pensano che in ufficio siano doverose regole di buon costume, che garantiscono il rispetto degli altri. Per gli estremi libertari c’è un corrispondente 7% che invece afferma si dovrebbe indossare sempre un completo. Senza concessioni alle temperature africane.

dress code ufficio

Vittorio Maffei, managing director di InfoJobs.it, ha così commentato il sondaggio:

«La propria immagine rappresenta il primo biglietto da visita ed è innegabile, come testimoniano gli stessi risultati del nostro sondaggio, che il look in ufficio possa influenzare l’opinione di colleghi e business partner. Trovare il giusto compromesso tra il gusto personale nel vestire e la realtà lavorativa, più o meno formale, è essenzialeper permettere ai dipendenti di sentirsi a proprio agio nell’ambiente lavorativo. Politiche come quella del ‘Casual Friday’ permettono, da un lato, di dare ai dipendenti una maggiore libertà in fatto di abbigliamento, dall’altro di ottenere una maggior soddisfazione.»

Il casual friday è una consuetudine di importazione anglosassone: alcune aziende concedono ai dipendenti la possibilità di vestirsi in maniera più comoda con l’avvicinarsi del fine settimana. In Italia sta prendendo gradualmente piede – il 32% gradirebbe veder introdotta la policy anche nella propria azienda, il 22% la pratica e apprezza, mentre un 7% la trova inutile – e l’estate sembra perfetta per tentare questo compromesso.

Fonte: InfoJobs