La pesante fiscalità che nel nostro Paese ha colpito i proprietari di immobili in particolare e il mercato della casa in generale è stata la molla che ha fatto scattare un boom di acquisti e investimenti italiani negli Stati Uniti. Mentre in Italia il settore langue. Un effetto boomerang a 360°: la misura fiscale disincentivante per l’Italia ha avuto invece effetti altamente incentivanti all’acquisto italiano negli Usa.

Perché gli Usa. Il mercato immobiliare negli Stati Uniti è agevolato sotto il profilo dei costi e delle tasse. In effetti, l’imposta sulle case all’estero diventa un credito d’imposta in Italia, considerando le tasse annuali da pagare in loco, oltre al fatto che in Europa la fiscalità sugli immobili è alta. E così gli italiani, sempre più numerosi, optano per l’acquisto di appartamenti negli Stati Uniti, per viverci o per investire i propri risparmi in prodotti garantiti, per assicurare il futuro dei figli. Appetibile, per i nostri connazionali, il mercato di Manhattan, ma anche di New York e Miami.

La tassazione sulle proprietà immobiliari a New York è dell’1,1%, rispetto allo 0,76% della tassa sulle proprietà all’estero. Identico l’appeal di Miami per gli acquirenti di case all’estero, con un intero mercato immobiliare in netta ripresa. Le richieste di acquisto casa a Miami sono aumentate dopo l’introduzione della property tax, che lì è del 2% e chi ha comprato è in credito d’imposta in Italia per il 2012. Ma ha contribuito alla crescita della domanda anche lo spauracchio di un crollo dell’euro.

Molti si servono di una società Usa per condurre la pratiche d’acquisto, potendo in tal modo dedurre non solo tutte le spese di condominio ma anche i viaggi aerei e i costi di permanenza. Per costituire la società spendono dai 1.500 ai 4mila dollari e le spese dell’agente sono sostenute dal venditore.

Il boom immobiliare a New York ha avuto inizio nel 2010, favorito anche dal fatto che, nonostante la crisi del settore delle costruzioni e, quindi, la mancanza di nuove costruzioni, sempre nel sogno di tutti, non si è mai fermata la domanda di immobili già esistenti ma in location appetibili. In realtà la domanda non arriva solo dagli italiani, ma proviene da tutto il mondo, da tutti i Paesi che hanno avuto qualche difficoltà: dal Nord Africa, dall’Europa e ora anche dal Brasile e dalla Russia.