L’Osservatorio sul Diversity Management della Bocconi ha pubblicato il suo nuovo rapporto sul 2012, dove si ritrovano i vecchi problemi sul clima aziendale, mai risolti. Molti intervistati (più di uno su quattro) ritengono che ad oggi permangano discriminazioni sul lavoro per questioni che non dovrebbero fare la differenza: l’età, l’aspetto, la simpatia politica o comunque opinioni personali, e naturalmente il genere sessuale.

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Non è un caso, infatti, che siano soprattutto le donne a pensare che ci siano discriminazioni sul lavoro. E la crisi non fa che accentuare peculiarità già presenti nel nostro sistema. Nell’indagine della Sda su 1.000 lavoratori dipendenti (in maggioranza quadri e impiegati 30-45 anni, che lavorano nella stessa impresa, nella metà dei casi, da più di 10 anni) emerge che di passi avanti ne sono stati fatti davvero pochi.

Con una novità: se la guerra dei sessi resta un fattore importante, è sempre più evidente lo scontro generazionale. La spiegazione è ovvia: i garantiti, più anziani, sentono che non è giusto mettere in discussione il loro merito per colpa dell’età, i non garantiti sentono che il blocco dell’ascensore sociale è dovuto al tappo provocato dalla sensibile differenza contrattuale.

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Le aziende, da par loro, cercano di attuare politiche che equiparino il trattamento delle diverse generazioni, ma così facendo spesso scontentano tutti (siamo pur sempre italiani…). E questo perché risulta sempre complicato adottare criteri di puro merito e giudizio su obiettivi, che in realtà spaventano un po’ tutti, a partire dai sindacati.

Ma non è tutto negativo. Il lavoro delle imprese più illuminate sta migliorando questo aspetto, mentre si fa sempre più avanti una sensibilità che considera inaccettabile qualunque discriminazione sulla base del look, dello stile di vita, del genere o della preferenza sessuale, o grado di istruzione.

Inoltre, gran parte dei dipendenti che hanno risposto al questionario hanno detto di sentirsi orgogliosi di quello che fanno. Forse sono meno contenti di ciò che li circonda, ma questo, in fondo, è il lavoro.

Fonte: SDA Bocconi