Matrimonio e galateo devono andare necessariamente di pari passo, per fare in modo che il giorno del sì rimanga impresso nei ricordi degli ospiti in maniera positiva e non per qualche terribile gaffe da tramandare di generazione in generazione con tanto di risatine di scherno.  Ecco allora le regole fondamentali da osservare per nozze impeccabili.

Riguardo al matrimonio, meritano un breve cenno le tre tipologie previste dal nostro ordinamento giuridico: il matrimonio civile è quello che viene celebrato in Municipio e che ha pieno valore legale dinanzi allo Stato ma non davanti alla Chiesa cattolica; il matrimonio canonico viene celebrato in chiesa e non ha valore per lo Stato; mette invece tutti d’accordo il matrimonio concordatario: viene celebrato dinanzi a un ministro del culto cattolico e produce effetti anche per lo Stato se viene trascritto nei registri dello Stato Civile e se il ministro del culto cattolico legge ai nubendi gli articoli del Codice Civile relativi a diritti e obblighi dei coniugi.

Ecco ora le regole dell’etichetta: iniziando dagli abiti per gli sposi, per lei il bianco è sempre un must, meglio evitare i colori sgargianti che inevitabilmente cozzano con una tra le cerimonie più tradizionali che esistano; per lui non vigono regole particolari, ma i colori più comuni in genere sono il grigio, il blu o il nero. Attenzione: l’abito del futuro marito deve risultare armonico rispetto a quello della sposa, quindi se lei ha lo strascico, lui dovrebbe indossare il tight.

Capitolo bomboniere: in questo caso l’unica regola è che ai testimoni vanno bomboniere di maggior valore rispetto a quelle scelte per gli altri invitati; d’altro canto, i testimoni sono chiamati a loro volta a fare agli sposi un regalo più corposo rispetto agli altri. Riguardo alla consegna materiale delle bomboniere durante il ricevimento, queste vengono donate ai presenti dalle madri degli sposi.

Per la legge i testimoni devono essere almeno due (uno a testa), ma possono essere anche di più e il galateo suggerisce di avvertirli per tempo dell’onere posto a loro carico, in modo che possano organizzarsi nel migliore dei modi per presenziare all’evento: del resto, nessuno vorrebbe come testimone l’amica avvisata all’ultimo momento e che per ripicca sul registro si firma come Occhi di Gatto.

Per quanto concerne la lista nozze, la regola fondamentale è questa: se si riceve solo la partecipazione non si è obbligati a fare un regalo, essendo sufficiente una telefonata o un telegramma di auguri (quest’ultimo è più indicato); viceversa, se si viene invitati, il regalo diventa obbligatorio anche qualora non si partecipi. Le partecipazioni vanno inviate un mese prima a parenti e amici: nel caso in cui la celebrazione si debba svolgere in qualche remota località di campagna, sarà gentile allegare una piantina stradale, per evitare che anziché in chiesa si debba correre al programma “Chi l’ha visto?”.     

Prescrive il galateo che sia lo sposo a scegliere il bouquet della futura moglie, facendoglielo recapitare qualche ora prima dell’inizio della cerimonia. Che il futuro sposo non cerchi di fare il furbo, portando il bouquet qualche giorno prima: i fiori devono essere tassativamente freschi. Un bouquet avvizzito è la migliore premessa per nozze lampo, e un bravo avvocato divorzista saprebbe come farlo diventare causa di separazione con addebito a carico dello sposo negligente.

Riguardo alle persone da invitare, l’etichetta prescrive di escludere gli ex e in generale le persone che potrebbero rendere imbarazzante la cerimonia lanciandosi in discorsi sconclusionati o, peggio ancora, volgari. Essere gentili non obbliga a immolarsi in nome della diplomazia: se si è certi che qualcuno non si comporterà come si deve, meglio escluderlo a priori.

Infine, il lancio del riso all’uscita degli sposi dalla chiesa: anche se si nutre antipatia nei loro confronti o si viene colti da fitta di invidia per la loro felicità, mai e poi mai lanciare il riso con rabbia soprattutto a distanza ravvicinata. Non è giusto, e poi con tutte le macchine fotografiche e i cellulari degli invitati, sarebbe imperdonabile comparire nell’album di nozze con lo sguardo che trasuda fiele. Il garbo innanzitutto.

Fonte: Wedding Ideas Magazine