Il Giornale va all’attacco di Fabio Fazio, che ha dichiarato di sentirsi un precario. In Rai, secondo Fazio, ci sarebbe una luce cupa, che provocherebbe desolazione e depressione. Eppure è al suo posto di lavoro da oltre 28 anni, un lavoro che probabilmente ha dovuto difendere, ma tutte le sue battaglie hanno avuto un lieto fine.

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Non ultimo vantaggio in Rai la possibilità, nonostante sia vincolato da un contratto triennale con l’azienda di stato, di portare “Vieni via con me” e Roberto Saviano a La7, una possibilità che probabilmente non sarebbe stata concessa a tutti. Il Giornale, come al solito, affonda duramente nella vicenda, ma sembra avere anche delle argomentazioni di gran presa.

Come una presunta censura, raccontata dal comico Maurizio Milani, che prendeva parte a “Che tempo che fa” ma fu cancellato:

“Una volta, per Che tempo che fa, avevo scritto uno dei miei pezzi surreali, tipo io che invito Giovanna Melandri al McDonald’s per un caffè e lei sviene. In redazione mi chiedono: al posto della Melandri puoi mettere la Prestigiacomo?”

Per Il Giornale, Fazio in Rai fa il bello e il cattivo tempo, con la sinistra che si mobilita ogniqualvolta sembra che tutto vada male. In ogni caso, anche se la sindrome di Ugo Fantozzi sia fuori moda, e i lavoratori non devono ringraziare il datore a ogni passo che fanno, lo sfogo di Fazio appare fuori luogo dato il gran numero di precari, questi veri, che l’Italia possiede.

Fonte: Il Giornale.