E’ ora di sfatare qualche mito. Come quello che ci vede come tante Barbie tutte uguali che si affannano dietro ad eterni Ken senza cervello e senza cuore. Quello del bello e impossibile o del bello bastardo. Sfatare questo mito potrebbe significare soltanto un nome e un cognome: Fabrizio Corona.

Bello, certo. Oggettivamente bello. Ma poi? Vi dico soltanto questo: ho aspettato per settimane di rivedere il cameriere di un locale, con il quale c’era stato un intenso scambio di linguaggio non verbale. Alla fatidica sera è bastato che le mie amiche mi facessero notare la sua somiglianza col suddetto Corona, per farlo cadere irrimediabilmente in un baratro. Ora il malcapitato non mi piace più.

Che l’uomo stronzo possa risultare attraente, ci sta. Ma superata una certa soglia, l’ormone femminile crolla senza possibilità di riscatto. Fabrizio Corona è il tipico esempio di come l’atteggiamento di un uomo possa vanificare ore e ore di palestra o un paio di begli occhi. Perché poi dentro a quelli non ci trovi uno sguardo irresistibile, ma solo un…vuoto cosmico.

Per carità, non che in certi momenti sia fondamentale il dono della parola, ma la totale assenza di umiltà e rispetto sgonfia la tronfia coda del pavone, spegnendo ogni possibile desiderio femminile. Meglio un po’ de panza in più e anche qualche congiuntivo in meno, piuttosto che avere a che fare con un muro di gomma; fosse anche solo per puro sesso. Il fascino maschile infatti è inversamente proporzionale al grado di puzza che l’uomo raccoglie sotto al suo naso. E Corona sembra averne una discreta quantità.

Pensavo ce ne fossimo finalmente liberati. E invece rieccolo qua, spuntato per l’ennesima volta a far parlare di sè, con questo arresto ormai inaspettato. Genio? Sì probabile, perché anche io, che proprio non lo sopporto, sono qui a parlarne. Ma almeno lasciatemi dire che, per quanto donna dedita ai piaceri della vita, uno come lui non me lo farei mai. Nemmeno per riceverne vagonate di soldi. E penso (o almeno spero) di interpretare il pensiero della maggior parte della popolazione femminile dotata di buon senso. E anche di gusto.