Irriverente e romantico, colto e poetico: difficile parlare di Fabrizio De André riuscendo a trovare le parole giuste per descriverlo. Il grande cantautore genovese è infatti considerato una delle figure più intense nel Novecento, non solo per i capolavori musicali che ha regalato al mondo – da Bocca di Rosa a Crêuza de mä – ma anche e soprattutto per quell’aura affascinante che da sempre circonda il suo personaggio, schivo come tutti gli artisti più autentici e allo stesso tempo pungente e toccante come i più grandi poeti.

Ballate romantiche, invettive sociali, ritratti di un’umanità ai margini, fatta di prostitute, ribelli, esclusi, le sue canzoni sono diventate nel tempo dei veri e propri testi sacri, capaci di parlare, con autentica e vibrante intensità, di pregiudizi e convenzioni sociali, ma anche d’amore e di sentimenti.

Non stupirà dunque che la vita e la storia di Faber, come lo chiamano i suoi amici e i suoi fan, sia oggi al centro di un’attesa fiction televisiva, intitolata Fabrizio De André. Principe Libero, in onda su Rai 1 martedì 13 e mercoledì 14 febbraio.

In attesa di conoscere i retroscena della sua biografia, artistica e personale, ecco allora 10 cose da sapere sull’indimenticato Fabrizio De André.

  1. Genova, l’amore di una vita. Il cantautore nasce il 18 febbraio 1940 a Genova, città che portò nel cuore per tutta la vita e ai cui caruggi rese omaggio nei suoi testi più belli, anche cantando in dialetto. Fabrizio De André è infatti ad oggi conosciuto come l’artista che ha maggiormente valorizzato la lingua ligure.
  2. Faber. Il soprannome con cui divenne celebre fu dato a De André dal suo storico amico Paolo Villaggio, in riferimento, non solo all’assonanza con il suo nome, ma anche alla sua passione per le matite colorate.
  3. Genio e sregolatezza. La giovinezza di Fabrizio De André, come quella di molti artisti, fu contrassegnata da una vita piuttosto sregolata. A 18 anni Faber lascia la casa dei suoi, per le incomprensioni con il padre; frequenta corsi di lettere e medicina ma si iscrive poi alla facoltà di giurisprudenza che abbandona a 6 esami dalla laurea. Frequenta una prostituta, si dà all’alcol e scopre la magia del jazz: è il periodo in cui comincerà a esibirsi nei locali insieme ad altri nomi noti della musica italiana come Gino Paoli, Tenco e Bindi.
  4. La prima moglie. Nel 1961 Fabrizio De André sposa Enrica Rignon detta “Puny”, 7 anni più grande di lui, benestante e appassionata di jazz: da lei il cantautore avrà il suo primogenito, Cristiano.
  5. Il primo successo. Il brano-capolavoro che consacra De André come cantautore è  La canzone di Marinella del 1964, interpretata anche da Mina e ispirata a un fatto di cronaca realmente accaduto.
  6. L’amore di una vita. La sua compagna di vita è stata, fino alla fine, la cantante Dori Ghezzi, sposata nel 1989, dopo 15 anni di convivenza. Con lei, Faber diventa papà per la seconda volta di Luisa Vittoria, detta Luvi.
  7. La paura del pubblico. L’esordio artistico di Fabrizio De André è caratterizzato da una grandissima timidezza che lo porterà a temere le esibizioni in pubblico. Per questo il cantautore scelse sempre di esibirsi nella penombra e, per sua stessa ammissione, solo dopo aver bevuto qualche bicchiere di whisky.
  8. Il rapimento. È il 27 agosto del 1979 quando De André e Dori Ghezzi vengono rapiti dall’anonima sequestri sarda e tenuti prigionieri per 4 mesi. La coppia fu rilasciata dietro il pagamento di un cospicuo riscatto da parte dal padre di Fabrizio, Giuseppe De André. L’esperienza del sequestro segnò profondamente l’animo del cantautore, tanto da rieccheggiare in numerosi suoi brani, come Hotel Supramonte.
  9. L’ultimo saluto. Fabrizio De André morì l’11 gennaio 1999 per un carcinoma polmonare. Al funerale partecipò una folla di quasi 10mila persone e all’interno della sua bara furono messi un pacchetto di sigarette, una sciarpa del Genoa, la squadra del cuore, e un naso da clown.
  10. Il negozio-museo da visitare. Nella storica Via del Campo, a Genova, vi fu per molto tempo il negozio di musica Gianni Tassio, in cui fu esposta anche la chitarra con la quale Faber compose le sue melodie più belle. Oggi lo spazio, chiamato Via del Campo 29rosso, è un piccolo tempio della canzone d’autore.

(Nella foto in alto, Luca Marinelli interpreta Fabrizio De André nel film Fabrizio De André. Principe Libero. Courtesy: press office)