Il professore la considera una canzone storica e didattica, i genitori un inno al fascismo da dimenticare. I protagonisti di questa vicenda sono un gruppo di giovani studenti tredicenni alle prese con un insegnante appassionato di storia italiana, che ha pensato bene di proporre come compito a casa la melodia della ben nota “Faccetta nera“.

Chi non ricorda questa celebre canzone? Tutti sanno cos’è e a che momento storico è legata, ma difficilmente viene considerato un brano legato alla storia d’Italia. Per Nicola Meneghini, professore di musica, è invece utile per contestualizzare le vicende passate con la musica.

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La scuola in questione si trova a Pove Grappa, in provincia di Vicenza, e possiamo immaginare le reazioni delle famiglie che hanno sentito i figli strimpellare “Faccetta nera” anche a casa con tanto di spartito musicale e testo.

“Mio figlio suona uno strumento e un giorno ho sentito che chiuso nella sua stanza stava provando e riprovando il ritornello di Faccetta Nera. Non sono per le censure, ma quella canzone mi è sembrata una forzatura su un ragazzino di 13 anni, visto che con la musica leggeva il testo. Parole che non si associano solo a un momento storico, ma individuano valori politici ed etici ben precisi che non sono quelli che vogliamo insegnare ai nostri figli. Forse, prima di dare il testo e lo spartito ai ragazzini, il professore avrebbe dovuto parlarne con noi”.

Così si difende invece questo insegnante tanto zelante e innovativo, non curante delle critiche e convinto del suo metodo di studio.

“Quelle canzoni, come anche Va’ Pensiero e la Leggenda del Piave studiate per il periodo della Prima Guerra Mondiale, rientrano in un ciclo di lezioni che hanno cercato di contestualizzare i periodi storici anche con la musica.”

La preside gli dà ragione:

“Conoscere non significa né abbracciare né sposare una causa. La cosa è stata contestualizzata. Non c’è alcun indottrinamento. La nostra è una scuola seria. Forse è stata una scelta culturale un po’ ingenua, ma l’insegnante non voleva certo sostenere alcuna posizione politica”.