Si condividono pensieri, stati d’animo, si incontrano amici di lunga data e si fanno gli auguri di compleanno senza sbagliare giorno. Questi sono solo alcuni dei vantaggi offerti da Facebook, ma ormai è palese che sotto un’apparente semplicità e utilità si nascondono pericoli da non sottovalutare.

Non si parla solo di stalking, violazione della privacy o simili. Il The Sun ha messo a punto un vero e proprio decalogo delle cose che gli utenti di Facebook non dovrebbero mai fare, o meglio, postare attraverso la loro pagina personale. Ecco che cosa afferma Dave Whitelegg, esperto di sicurezza informatica:

Inserire alcune foto o informazioni sul sito vi mette a rischio di essere licenziati, vittime di un crimine, o peggio ancora ci sono programmi per computer chiamati “Data mining” che setacciano Facebook per raccogliere le date di nascita, i numeri di telefono, indirizzi ecc. Tutto questo è polvere d’oro per i criminali.

Queste parole sono alquanto allarmanti, e probabilmente quasi nessuno è informato della faccenda. Ma vediamo nel dettaglio cosa propone questa lista di azioni che garantiscono una certa riservatezza. Per prima cosa, evitare di inserire data e luogo di nascita, infatti questi dati corrispondono spesso alle domande di sicurezza stabilite per il ripristino di una password.

Idem per indirizzo di casa, numero di telefono e indicazioni su dove e quando ci si recherà in vacanza, perché sarebbe quasi come un invito a farsi derubare l’appartamento. Poche o nulle dovrebbero essere le foto di bambini, dei quali sarebbe meglio non fare i nomi, per evitare furto di identità o episodi di pedofilia.

Sempre per quanto riguarda le foto, postare un’immagine personale che ci mostra non proprio nel pieno della forma, magari in preda a una sbornia o peggio, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio: pare infatti che i datori di lavoro vadano sempre a caccia degli scheletri nell’armadio dei dipendenti nei social network. E allora perché rischiare?