Forse non tutti ancora lo sanno, ma a chi è abituato a sbirciare la sua bacheca di Facebook ogni mattina probabilmente sarà capitato di vedere pubblicato il link che condanna il vergognoso gruppocomparso sul social network. I fondatori del gruppo avevano pubblicato la foto di un neonato down con scritto sulla fronte “scemo”, e sotto una proposta a dire poco agghiacciante: “giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down”, perché per loro, sicuramente persone con molti più problemi rispetto agli affetti da sindrome di down, “sono inutili”.

La controffensiva da parte del popolo del Web è partita immediatamente, e contro gli ideatori di questa scandalosa trovata sono stati creati 46 gruppi. Fortunatamente il gruppo è stato già cancellato, ma è sconvolgente sapere che il numero degli iscritti cresceva di ora in ora nel pomeriggio di ieri. Non si sa ancora se ci sia stato l’intervento della polizia postale o se siano stati gli stessi promotori a censurarsi, gli ignobili che sul Web comparivano con gli pseudonimi di “signore della notte e vendicatore mascherato”.

Oltre al mondo del Web si è mobilitata anche l’opinione pubblica, e in molti hanno definito disgustoso questo atto. Anche lo stesso ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna, l’ha definito “atto indegno di persone incivili”, e sono state tante le reazioni di genitori di ragazzi e bambini affetti dalla sindrome di down. Loro portavoce è stata Letizia Pini, presidente dell’Associazione genitori e persone con sindrome di down, che sulle pagine di Repubblica dichiara:

È aberrante, noi associazioni tanto facciamo per l’integrazione ma è inutile se poi abbiamo a che fare con persone che istigano alla violenza. Si deve intervenire, eventualmente anche a livello legale se ci sono gli estremi

Gli esperti del Web cercano invece di riportare la calma, spiegando che spesso a creare questi gruppi insoliti e provocatori sono i cosiddetti troll, cioè coloro che interagiscono sulla rete in modo del tutto inappropriato soltanto per denigrare il social network e per recare disturbo agli utenti abituali. Qualcuno che probabilmente si divertirà a leggere delle proprie bravate sulle colonne di cronaca dei quotidiani, ai danni di persone con problemi reali e seri, che, contrariamente a quanto hanno scritto sulla rete, sono in grado di donare molto più affetto di qualsiasi altra persona.