Il tragico epilogo della storia di Sarah Scazzi e del movente che ha spinto lo zio a ucciderla, ha commosso tutti e così Facebook si fa luogo sociale dove esprimere le proprie emozioni sulla vicenda.

Sul social network sono migliaia i messaggi dedicati a Sarah Scazzi. C’è chi le dedica una canzone, chi una preghiera, chi scatena la propria rabbia contro lo zio, invocando a più voci la pena di morte. E poi, come purtroppo accade i questi casi, dei gruppi nati a sostegno di Michele Misseri, di cui è stata già avviata la cancellazione.

Facebook si fa luogo di sentimenti contrastanti. Sul gruppo “500.000 Fans Uniti, per trovare Sarah Scazzi”, Stefania dice:

….non ci sono parole….sono sconcertata…era solo una ragazzina…forse se le forze dell’ordine avessero cercato meglio intorno alle campagne dei parenti…

Poi c’è Francesco che le le dedica un video della canzone di Gianluca Grignani, “Destinazione paradiso”. Helga, le chiede scusa:

Io che l’avevo giudicata male, pensando che fosse scappata con qualche uomo… le ho chiesto scusa per questo e prego per lei e la sua famiglia…

Roberto, invece, rivolge il suo pensiero a Michele Misseri, lo zio:

Spero che in galera gli diano il benservito.

Roberto, però, non è l’unico: molti sono i messaggi lasciati dagli utenti che invocano la pena di morte per l’omicidio che lo zio ha commesso. Forse la rabbia, lo sgomento offusca le menti di queste persone, perché per quanto atroce sia il delitto che ha commesso, la pena di morte non riporterà in vita Sarah.

Tutt’altra questione sono invece i gruppi nati a sostegno di Michele Misseri, come “Fans di Michele Messeri”, “Michele Misseri è un eroe” e “Se Sarah fosse stata più disponibile con lo zio, forse sarebbe ancora viva!” . I fan di questo gruppo chiedono:

Giustizia per questo povero uomo… invitando a non difendere la mocciosa. Michele Misseri ha fatto la cosa giusta.

A scoprire l’esistenza di questi gruppi e a segnalarne l’esistenza alla polizia è stata l’Onlus Meter, durante un monitoraggio contro la pedofilia e gli abusi sessuali all’infanzia. Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione, esprime così il suo dissenso:

È veramente una vergogna e questi fatti la dicono lunga su questi tristi fenomeni che sono solo ed esclusivamente da condannare! Ringraziamo coloro che invece hanno fatto pagine su Facebook di solidarietà.