Se il capoufficio popola spesso e volentieri i brutti sogni della maggior parte dei lavoratori, trasformandoli inevitabilmente in incubi terrificanti dai quali non si riesce mai a svegliarsi, c’è un motivo, e anche abbastanza serio.

A considerare completamente folle il capo, infatti, non sono più soltanto i poveri impiegati vessati da richieste assurde e quotidianamente costretti a sopportare le insane urla del loro superiore, ma anche un gruppo di scienziati che, finalmente, ha messo nero su bianco una teoria sostenuta da molti: chi si trova ai vertici ha poco sale in zucca, e ancora meno rispetto per il {#lavoro} altrui.

Usando manipolazione, fascino e una maschera quotidiana con la quale riesce ad abbindolare il prossimo, la maggior parte dei boss, di entrambi i sessi, riesce a fare carriera alle spese degli altri incurante dei loro sentimenti. E quel che è peggio, stando a quanto rivelato dallo studio dello psicologo Paolo Babiak, è che i diretti interessati non hanno colpa di tutto ciò.

La media di capiufficio non del tutto sani di mente è pari a uno su venticinque, sempre stando a quanto rivela lo studio, nel quale si apprende che proprio i boss ai vertici aziendali sono quattro volte più predisposti a essere psicopatici rispetto al resto della popolazione. Eccone un dettagliato ritratto.

“Gli psicopatici in realtà non sono il tipo di persona che pensano di essere. Si può essere sposati con uno di loro da 20 anni e non conoscerlo. Uno psicopatico può sapere cosa stai pensando, ma quello che non può conoscere è quello che senti. Sono persone senza coscienza”.

Che cosa impedisce a questi uomini e donne all’apice della carriera di diventare potenziali serial killer? Solo un background familiare solido e caratterizzato da un’infanzia felice riesce ad arginare i danni.

Prima di accettare un posto di lavoro, quindi, accertiamoci che il nostro nuovo capo sia stato un bimbo sereno e spensierato. Forse non ci eviterà sonore strigliate davanti ai colleghi, ma se non altro potremo vivere più a lungo.