Si è scatenato un putiferio dopo la trasmissione Forum di sabato 26 marzo in cui i protagonisti, presunti aquilani, si erano lanciati in un elogio nei confronti della ricostruzione in seguito al terremoto che ha colpito il capoluogo abruzzese ormai quasi due anni fa, il 6 aprile 2009.

Sono state molte le reazioni del mondo politico che in questi due giorni hanno fatto fronte unico contro quanto dichiarato dalla figurante durante la trasmissione, tra cui i ringraziamenti al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per il lavoro di ricostruzione, che starebbe facendo tornare tutto “come prima”.

Galleria di immagini: Terremoto de l'Aquila, Laura Rodari

Stefania Pezzopane, l’assessore alle Politiche Sociali dell’Aquila, ha commentato il caso con parole dure:

“A distanza di due anni dal terremoto, una televisione di Stato, visto che rientra nelle proprietà del presidente del Consiglio, si permette di trasmettere uno spot contro L’Aquila attraverso una devastante rappresentazione di una tragedia. […] I protagonisti non erano aquilani e la loro storia non è mai esistita, ma soprattutto è inaccettabile che partendo da una storia non vera si sia voluto fare uno spot che falsifica la situazione in cui versa la popolazione.”

La Pezzopane ha poi risposto a quanto affermato dalla figurante riguardo agli sfollati che ancora oggi sono ospitati in alcune strutture alberghiere, secondo lei “solo trecento, quattrocento persone” che continuerebbero a preferirli poiché “gli fa pure comodo, mangiano, bevono e non pagano nulla”:

“Venga Rita Dalla Chiesa all’Aquila a vedere come vive la gente in quelle case e negli alberghi e a vedere anche come muore la gente, come si ammala e nonostante tutto come resiste.”

Per Vincenzo Vita, senatore del Pd e membro della commissione di vigilanza Rai:

“La figurante di Forum è un pessimo segnale e dimostra ancora una volta il problema rappresentato dal conflitto di interessi che continua ad intossicare la vita del nostro Paese. […] Dispiace che una persona accorta come Rita Dalla Chiesa abbia prestato la sua faccia, spero in maniera inconsapevole, a una operazione squallida e pericolosa. Quando la realtà e i fatti condannano senza appello il fallimento del Governo e di Berlusconi ecco che, grazie alle sue TV, la situazione si ribalta. Un fondale e un manipolo di figuranti a pagamento, che recitano le verità scritte a Palazzo Chigi, e il gioco è fatto. Ecco che la verità capovolta, il terremoto dell’Aquila diventa un trionfo. Tutto diventa uno scenario dove il monopolista dell’informazione può farla da padrone. Un Truman Show in sedicesima, sempre più presente e sempre più soffocante e a cui questo paese deve trovare la forza di sottrarsi.”

Anche Antonio Di Pietro, leader dell’IdV, ha commentato la vicenda, ribadendo la situazione tragica in cui ancora si trova L’Aquila, accusando un controllo politico dell’informazione.

“Solo nei regimi totalitari vi è un controllo dell’informazione, una disinformazione così plateale quale quella avvenuta la settimana scorsa. […] Si è fatto scambiare per terremotati persone che terremotate non erano, e soprattutto si è fatto credere agli italiani che L’Aquila è risorta ed è piena di fiori e giardini, mentre c’è dramma e distruzione, disperazione e ancora abbandono. Ci si chiede fino a che punto lo stato democratico non venga messo in discussione.”

Non è mancata neanche la risposta della conduttrice Rita Dalla Chiesa che, proprio questa mattina, ha risposto alle accuse durante la diretta di Forum, dichiarando l’estraneità della trasmissione:

“Non mi aspettavo di essere messa in mezzo personalmente e con tutta la trasmissione in un discorso politico che con la causa che abbiamo trattato non c’entra assolutamente niente. La signora ha espresso le sue idee, il marito ne ha espresse delle altre. Noi non mettiamo il bavaglio a nessuno, siamo una televisione libera. […] Io non accetto che voi mi diciate vergognati. Non accetto che tiriate fuori il nome di mio padre che non c’entra niente con questa cosa. Cerco di essere corretta sempre, soprattutto facendo questa trasmissione. È stato un passaparola inutile e crudele verso di noi che per quanto riguarda il problema politico non c’entriamo assolutamente niente. L’Aquila è stata ed è nei nostri cuori sempre. Noi però non siamo sul posto, non possiamo sapere la verità solo gli aquilani la possono sapere.”